Agguato in Belgio a ristoratore, falso pentito e cognato dal gup dopo la ritrattazione

La Procura non crede alla seconda versione di Mario Rizzo e lo manda a processo sulla base delle sue precedenti dichiarazioni

Da sinistra Russotto, Rizzo e Prestia

Mancato pentito a giudizio insieme al cognato per un agguato fallito in Belgio ai danni di un ristoratore: dopo una tortuosa vicenda giudiziaria, nelle cui pieghe è finito a processo pure l'avvocato di uno dei due imputati, con l'accusa di favoreggiamento, la vicenda approda in aula per l'udienza preliminare ma viene subito rinviata perchè non c'è prova della notifica alla vittima.

La vicenda scaturisce dalle rivelazioni del trentaquattrenne favarese Mario Rizzo, aspirante collaboratore di giustizia per qualche mese prima che venisse bocciata, per la scarsa consistenza delle sue rivelazioni, l'ipotesi dell'inserimento nel programma di protezione. "Mi sono inventato tutto - ha detto in un secondo momento -, a partire dalle accuse contro mio cognato Gerlando Russotto".

Il pubblico ministero Alessandra Russo, però, non crede alla nuova versione e l’inchiesta per l’agguato al ristoratore Saverio Sacco, ferito a colpi di pistola alle gambe il 28 aprile del 2017 a Grace Hollogne, in Belgio, dove gli indagati e la vittima in quel periodo vivevano, approda in aula per il processo. I pm hanno chiesto, infatti, il rinvio a giudizio di Russotto e Rizzo. I difensori - gli avvocati Calogero Lo Giudice e Salvatore Cusumano - potranno chiedere il giudizio abbreviato oppure sarà il giudice a decidere se disporre il rinvio a giudizio.

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L'avvocato Cusumano, per l'accusa di avere "isolato" lo stesso Rizzo simulando la dissociazione pubblica della compagna, è finito a processo per favoreggiamento. Rizzo aveva detto di avere sparato a Saverio Sacco insieme al cognato e all'empedoclino Salvatore Prestia. Quest’ultimo è sotto processo in Belgio. Sarebbe stato lui a organizzare l'agguato perchè Sacco, che nelle settimane precedenti era stato fermato dalla polizia con della droga in casa, lo avrebbe descritto come un "infame" che aveva fatto la soffiata alla polizia. L'udienza, davanti al gup Luisa Turco, prosegue il 20 luglio. 

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