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Favara, abbattuta la casa del bisnonno di Renzo Bossi

I lavori di abbattimento dello stabile sono stati decisi dall'Ufficio tecnico comunale dopo che è crollato il solaio del primo piano della fatiscente struttura

Redazione24 aprile 2012

È stata demolita la casa di Calogero Marrone, nonno della moglie di Umberto Bossi. La casa del nostro illustre concittadino è stata dimenticata dalle varie amministrazioni comunali che si sono succedute, ed oggi non esiste più. La casa di Marrone veniva ricordata ogni anno, solo per il giorno della memoria, quando l’amministrazione andava puntualmente a depositarvi dei fiori. Ricordiamo che Marrone è stato un eroe durante la seconda guerra mondiale, quando durante l’occupazione nazista salvò dalla deportazione centinaia di ebrei fornendo loro documenti falsi in quanto ufficiale dell’Anagrafe al Comune di Varese.

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I lavori di abbattimento dello stabile sono stati decisi dall’Ufficio tecnico comunale dopo che è crollato il solaio del primo piano della fatiscente struttura. Per la cronaca, l’edificio non appartiene più agli eredi Marrone ma a due famiglie a cui sono stati notificate ordinanze per la messa in sicurezza e in assenza dei quali il Comune sta agendo in danno.

L’ultimo parente a visitare lo stabile di Marrone è stato, lo scorso anno, Renzo Bossi, pronipote di Marrone, che venne a Favara a visitare la casa natale del trisavolo. Il “trota” aveva manifestato all’epoca, l’intenzione di acquistare la casa in modo da farci un museo. Oggi, invece la casa è stata demolita. Gli unici a gioire sono le attività commerciali di via Vittorio Emanuele. La centrale strada era stata chiusa in vista della demolizione della casa di Marrone, causando un danno economico a queste attività commerciali.

(pqc)

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