L'inchiesta sui bilanci "drogati" al Comune di Porto Empedocle, il caso approda in aula

Concluso il lavoro del perito, l'incidente probatorio entra nel vivo: la difesa chiede tempo

Calogero Firetto

L’inchiesta sui bilanci “drogati” del Comune di Porto Empedocle, che vede come principale indagato l’attuale sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, approda in aula per l’incidente probatorio. Il gip Stefano Zammuto, come chiesto lo scorso ottobre dai pubblici ministeri Simona Faga e Chiara Bisso, ha disposto l’anticipazione del processo per eseguire una perizia sugli atti relativi ai bilanci del Comune, a partire dal 2011 e fino al 2014 “per accertare la veridicità e la congruenza dei dati esposti negli strumenti contabili e nelle certificazioni del Patto di stabilità con particolare riferimento agli importi versati da Enel per le misure compensative”.

La commercialista Rita Amato avrebbe dovuto illustrare le sue conclusioni in aula ieri mattina, in contraddittorio fra le parti, come prevede il codice per l’incidente probatorio, che serve ad acquisire una prova pienamente utilizzabile al processo. Il perito ha consegnato la sua relazione solo nei giorni scorsi e i difensori degli indagati (nella lista anche l’ex responsabile dei Servizi finanziari del comune empedoclino Salvatore Alesci e i sei revisori dei conti che si sono alternati fra il 2011 e il 2014) hanno chiesto un rinvio.

Si torna in aula il 26 marzo. I difensori (gli avvocati Antonino Gaziano, Vincenza Gaziano, Barbara Garascia, Angelo Farruggia, Salvatore Virgone, Davide Lo Presti e Giovanni Gallo Afflitto), nel frattempo, potranno preparare le proprie osservazioni con i loro consulenti. Sono quattro le ipotesi di falso in atto pubblico che vengono contestate a Firetto e si riferiscono alle attestazioni fatte nei bilanci che, in sostanza, sarebbero stati “gonfiati” per fare in modo che venisse occultato un buco di circa 3 milioni di euro, evitando di incappare nelle sanzioni previste dalla legge per i Comuni che non rispettano il Patto di stabilità. La certificazione è stata redatta anche da sei commercialisti che hanno composto, fra il 2011 e il 2014, i collegi dei revisori dei conti. Si tratta di Francesco Maria Coppa, Rosetta Prato, Carmelo Presti, Enrico Fiannaca, Ezio Veneziano ed Ennio Saeva. 

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