Falò di auto in via Manzoni, bruciato il Suv di un impiegato dell'Asp

Danneggiata anche l'utilitaria di una casalinga cinquantenne, annerito il prospetto dello stabile e incenerita la tenda del chioschetto adibito a edicola

(foto ARCHIVIO)

Notte di fuoco, in via Manzoni, ad Agrigento dove un Suv è stato distrutto, una utilitaria danneggiata e dove s’è bruciata la tenda del chiosco adibito ad edicola e s’è annerito il prospetto dello stabile. Fiamme anche a Licata dove l’autovettura di una cinquantenne è stata pesantemente danneggiata. Del doppio, diverso, episodio si stanno occupando – hanno già avviato le indagini – i carabinieri.

Pochi i dubbi sul fatto che l’incendio di via Manzoni, nella città dei Templi, potrebbe essere di matrice dolosa. L’autovettura, una Renault Capture, di proprietà di un impiegato all’Asp, pare infatti che fosse nuova: acquistata da pochi mesi. Era l’una e trenta circa, della notte fra domenica e ieri, quando la scintilla iniziale è divampata. Le fiamme si sono ben presto estese alla Fiat Panda, di proprietà di una casalinga cinquantenne, che era posteggiata a pochissima distanza. Il fumo nero ha, inevitabilmente, annerito il prospetto dello stabile innanzi al quale i mezzi erano stati lasciati regolarmente parcheggiati. Scattato l’allarme, nel centro di Agrigento, si sono subito precipitati i vigili del fuoco del comando provinciale di Villaseta. In via Manzoni anche i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile. I pompieri, idranti alla mano, hanno cercato di salvare il salvabile, circoscrivendo le fiamme. Alla fine, appunto, l’utilitaria di proprietà della casalinga cinquantenne è stata danneggiata, ma non dovrebbe essere andata distrutta. Avuta la meglio sull’incendio, pompieri e carabinieri hanno effettuato il sopralluogo di rito.

Pompieri e carabinieri hanno setacciato sia il luogo dell’incendio che le immediate adiacenze. Come procedura investigativa esige, i militari dell’Arma in particolar modo cercavano bottiglie o taniche sospette. Elementi indispensabili per poter parlare, fin da subito, e con contezza di causa, di un incendio dalla matrice dolosa. Cose che, però, non sono state trovate. Agli atti dunque, le cause del rogo pare che siano ancora con “cause in corso d’accertamento”. L’ipotesi investigativa che, ieri, veniva privilegiata dai carabinieri era però quella di un incendio doloso. Spetterà, però, naturalmente, all’attività investigativa chiarire cosa sia effettivamente accaduto e cosa abbia innescato l’incendio. I carabinieri, già durante la notte, pare che abbiano ascoltato il proprietario del Suv così come alcuni residenti della zona. Fitto è il riserbo investigativo e forse, trattandosi della fase iniziale delle indagini, è anche giusto che sia così. Servirà inevitabilmente del tempo per mettere dei punti fermi nelle indagini che, ieri, risultavano essere solo all’inizio.

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