"Estorsione a clienti disabili dello studio legale", parte appello ad avvocato e consulente

In primo grado sono stati inflitti quattro anni al legale Francesca Picone, 1 anno e 8 mesi alla sorella Concetta

Il 16 aprile davanti alla quarta sezione della Corte di appello di Palermo: riparte il processo a carico dell’avvocato Francesca Picone e della sorella Concetta, consulente di un patronato, condannate il 7 dicembre del 2018 per le accuse di estorsione e tentata estorsione a carico dei familiari di alcuni clienti disabili dello studio legale.

Le vittime, difese dagli avvocati Salvatore Pennica, Gisella Spataro, Arnaldo Faro e Giuseppe Arnone, si sono costituite parte civile.

Il giudice dell'udienza preliminare di Agrigento, Alfonso Malato, ha inflitto quattro anni all'avvocatessa e un anno e otto mesi alla sorella. Secondo l’accusa l’avvocato Picone, che in una circostanza avrebbe avuto il supporto dell'altra imputata, avrebbe costretto alcuni clienti che assisteva in una causa previdenziale per ottenere l’indennità di accompagnamento per figli o familiari disabili, a pagare una parcella ulteriore a quella stabilita dal tribunale prospettando, in caso contrario, che sarebbero andati incontro a problemi economici peggiori e che avrebbero perso la stessa indennità”.

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I difensori - gli avvocati Angelo Farruggia, Annalisa Russello, Fabrizio Siracusano e Valerio Spigarelli - hanno impugnato il verdetto che, adesso, sarà ridiscusso.

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