Rifiuti, mazzette e irregolarità: l'esposto di Mariella Lo Bello

L'allora assessore regionale raccontò ai magistrati la circostanza del trasferimento del funzionario Gianfranco Cannova dall'Assessorato al Territorio. "Posto al quale - dice la Lo Bello - mostrava di tenere molto"

L'agrigentina Mariella Lo Bello

La misura cautelare emessa dal giudice per le indagini del Tribunale di Palermo nei confronti, tra gli altri, del funzionario regionale Gianfranco Cannova, ha alla base il rischio ancora attuale di reiterazione del reato. E a convincere il giudice di ciò, nonostante il tempo trascorso dalla data di contestazione dei reati, è il ruolo ancora attivo che continuava a svolgere Cannova, da poco trasferito al Servizio protezione del patrimonio naturale. A delineare ancor di più gli aspetti della vicenda, ci ha pensato l'allora assessore regionale Mariella Lo Bello, già segretario generale della Cgil di Agrigento, che aveva presentato un esposto alla Procura nel marzo del 2014.

Ed è proprio dalle parole dell'agrigentina Lo Bello che si capisce quanto sia stato laborioso e difficile il trasferimento del funzionario, in virtù del suo "attaccamento" a quell'ufficio. "Quando si è proceduto con la rotazione del personale, - ha detto nell'esposto Mariella Lo Bello - anche il Cannova veniva sollevato dal delicato incarico ricoperto, ma il provvedimento veniva reso vano già qualche giorno dopo dall’intervenuta nota di un’organizzazione sindacale che ne contestava la validità in quanto questi ricopriva il ruolo di rappresentanza; Cannova, quindi, tornava, incurante, al suo posto senza alcun provvedimento di rassegnazione; posto e servizio ai quali mostrava di tenere molto, tanto che, allorquando il Servizio che cura il rilascio dell’AIA è passato tra le competenze dell’assessorato all’Energia, il Cannova avrebbe fatto di tutto per seguire il servizio anche passando ad altro Assessorato. Tale circostanza la apprendo per le vie brevi dal direttore generale del dipartimento rifiuti". 

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