Erosione ai piedi della Statale 640, Anas: "Nostro allarme inascoltato dal 2017"

La società, dopo essere stata additata da Musumeci al termine della riunione di lunedì, ha ribadito le proprie verità

L'area interessata da fenomeni erosivi

L'erosione che sta interessando un tratto di costa lungo cui corre la Statale 640 è da addebitare alle correnti marine e, da due anni, si lancia in tal senso un allarme.

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Anas prende posizione dopo la nota del presidente della Regione che, di fatto, scaricava totalmente sull'azienda responsabilità e oneri di quanto stava accadendo tra Agrigento e Porto Empedocle e, soprattutto, indica con chiarezza quelle che a proprio parere sono le cause del dissesto in corso.  Anas, si legge in una nota, ha infatti "rappresentato che l’arretramento della falesia è dovuto unicamente all’erosione delle onde e delle correnti marine. Proprio in quel tratto, infatti, non sono presenti i frangiflutti a mare che ridurrebbero sensibilmente il fenomeno erosivo. E’ stato inoltre completamente escluso che tale fenomeno possa essere attribuito alle acque piovane provenienti dal tratto stradale, che risultano efficacemente convogliate nelle opere di presidio idraulico. Nel corso dell’incontro si è inoltre concordato di verificare l’impatto sull’erosione delle cosiddette acque di scorrimento, provenienti dalle aree - non di competenza Anas - a monte della strada statale. Per questa indagine Anas ha comunque garantito la propria collaborazione".

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Ma non è finita qui perché "Anas nel corso della riunione ha infine sottolineato che nell’ambito delle proprie attività di monitoraggio continuo delle opere in gestione, comprese le pertinenze delle stesse, ha riscontrato fin dall’anno 2017 le criticità di erosione del versante a valle della strada, ed ha conseguentemente e continuamente allertato tutti gli enti preposti al controllo del territorio. Pertanto - si conclude la nota - accoglie con soddisfazione la notizia che gli enti preposti abbiano deciso di affrontare la problematica e auspica che gli interventi programmati vengano attuati al più presto, garantendo la messa in sicurezza tutta l’area".

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