"Salta" anche la ditta sostitutiva, Porto Empedocle è sola e sommersa dai rifiuti

Ieri l'annuncio della Prefettura di una garanzia della sicurezza dell'impresa incaricata di iniziare a pulire la città, ma il privato si è tirato indietro

Porto Empedocle e sempre più sola e sempre più immersa nei rifiuti. Dopo le proteste di ieri, la presa di posizione della Prefettura e delle forze dell'ordine, stamattina l'amara scoperta per il Comune: la ditta canicattinese nominata dall'ente per iniziare e rimuovere i rifiuti quantomeno dalle zone sensibili della città ha deciso non tornare a Porto Empedocle nonostante l'impegno proprio da parte dell'ufficio territoriale del Governo a garantire la sicurezza degli operatori dopo i fatti di ieri quando, come spiegato appunto dal prefetto, all'indirizzo degli assessori Sicilia e Urso oltre che della ditta sarebbero volati insulti e minacce. Sulla presunta aggressione oggi i netturbini pare vorrebbero agire legalmente contro la stampa sostenendo che il "contatto" non vi sia mai stato, versione diversa da quella però fornita dalla controparte.

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Ad ogni modo, la città è sempre più immersa nei rifiuti e non sembrano palesarsi soluzioni all'orizzonte. Non solo: nella zona di Marinella la spazzatura è stata data alle fiamme trasformando quindi tutto in rifiuto speciale, materiale che la ditta alternativa, anche qualora tornasse sui suoi passi, non potrebbe comunque raccogliere.

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"Siamo onestamente scoraggiati soprattutto per il messaggio che sta passando, ovvero che basta minacciare per imporre la propria volontà - dice il sindaco di Porto Empedocle Ida Carmina - nonostante si sia detto che lo Stato è dalla nostra parte".

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Sul fronte del pagamento delle spettanze arretrate ai netturbini, ancora, si attendono i trasferimenti da parte di Regione e Governo nazionale, anche se vi sarebbe un impegno da parte di Palermo di accelerare le procedure. Stasera in Prefettura si dovrebbe tenere un incontro con Comune e Cisl, il sindacato più rappresentato tra i netturbini.

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