"San Giovanni di Dio", infermieri denunciano: "Pazienti a rischio per mancanza di personale"

I problemi sono arcinoti a tutti e attribuibili alla sottostimata pianta organica rispetto ai minimi normativamente previsti e alle effettive esigenze del reparto

Pazienti a rischio per la cronica mancanza di personale. È questa la denuncia, o per meglio dire, il grido d’allarme, lanciato dagli infermieri in forza all’unità operativa di Rianimazione dell’ospedale "San Giovanni di Dio" di Agrigento.

Il personale del reparto, in una lettera inviata al direttore generale, al direttore sanitario, al direttore del reparto di Anestesia e Rianimazione e al dirigente infermieristico, ha formulato una denuncia cautelativa per rappresentare la grave situazione di disagio lavorativo nella quale versa già da diversi anni. I problemi sono arcinoti a tutti e attribuibili alla sottostimata pianta organica rispetto ai minimi normativamente previsti e alle effettive esigenze del reparto.

“Il numero degli infermieri professionali di ventidue unità – denunciano gli infermieri – si è ridotto a ventuno. Di questi uno è stato trasferito presso altro presidio, uno è in infortunio da sette mesi, un altro da due mesi, mentre quattro infermieri sono in ferie spettanti da contratto per il periodo estivo. Inoltre – si legge ancora nella denuncia cautelativa – un infermiere coadiuva costantemente il medico per tutte le emergenze intra ed extra ospedaliere per diverse ore della giornata o per tutto il periodo dell’emergenza, e tutto ciò si ripercuote sul numero, già ridotto, di personale presente in ogni turno. Appare assolutamente evidente – continua la denuncia degli infermieri – come l’attuale organico, rapportato ai posti letto sia deficitario e insufficiente a garantire i livelli minimi di assistenza all’utenza. Per quanto sopra esposto – concludono la loro denuncia gli infermieri – al fine di tutelarci contro possibili ed eventuali riduzioni qualitative del servizio reso, nonché essere sollevati da ogni presumibile responsabilità, anche per danni a terzi ricollegabili direttamente o indirettamente alle carenze di organico, formuliamo la presente da ritenersi valida, legittima ed efficace nei confronti dei destinatari della stessa, ai sensi della normativa vigente”.

Analoga emergenza, ci è stato riferito, è riscontrabile per quanto riguarda gli ausiliari costretti a turni massacranti, tuttavia, a volte, insufficienti a coprire l’intero turno delle 24 ore. Il problema, che non è solo di questo reparto, né, tantomeno, solo di questo ospedale, è noto a tutti e riconducibile alla crisi, ai tagli, al blocco del turn over e quant’altro.

Ma, a forte rischio di risultare retorici, ci sentiamo di affermare che tagli e risparmi andrebbero fatti su tante altre cose e non sulla vita di noi pazienti.

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