Democrazia partecipata: più della metà dei comuni non riesce a spendere i soldi

Pochi i centri che sono riusciti a non incappare nelle sanzioni previste dalla norma, che prevede il recupero delle somme stanziate

(foto ARCHIVIO)

Ventiquattro comuni su 43 hanno dovuto restituire, in tutto o in piccola parte, somme versate dalla Regione Siciliana per sostenere iniziative selezionate con il sistema della “Democrazia partecipata”, perché non sono state spese. Il decreto di recupero, per l’anno 2017, è stato firmato nei giorni scorsi e riguarda appunto un numero rilevante di centri.

I i “bravissimi” sono stati davvero pochi. Si tratta di: Bivona, Burgio, Caltabellotta, Cammarata, Casteltermini, Castrofilippo, Cattolica Eraclea, Joppolo Giancaxio, Montevago, Naro, Raffadali, Realmonte, Ribera, Santa Elisabetta, Santa Margherita di Belice, Sant’Angelo Muxaro, Sciacca e Siculiana. A questi si possono ovviamente aggiungere centri come Agrigento, Cianciana e Porto Empedocle che, invece, dovranno restituire pochi tra i sessanta centesimi e i trenta euro. La legge sulla "Democrazia partecipare" impone ai comuni di spendere le risorse entro un anno, altrimenti si attivano processi di recupero delle somme.

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