Da Casteltermini al "continente" con San Calogero nel cuore: Michele Guardì si racconta

Nelle braccia di Mamma Rai da tanto tempo, lontano dalla sua Sicilia da 40 anni, la storia di uno degli autori più conosciuti

Michele Guardì

Michele Guardì si racconta. Il regista e autore di diversi format televisivi, parla al Giornale di Sicilia. "Vivo lontano dalla Sicilia ormai da quarant’anni. Ma non manco mai a luglio e agosto quando ad Agrigento e nel mio paese, a Casteltermini, si festeggia San Calogero. I miei amici lo sanno: se cerchi Michele, dicono, lo trovi per San Calorio”.

Nelle braccia di Mamma Rai da tanto tempo, lontano dalla sua Sicilia da 40 anni, Guardi racconta i suoi esordi: "Avevo 34 anni – dice – quando Pippo Baudo mi chiamò a Milano per scrivere i testi di Secondo Voi, un programma abbinato alla Lotteria Italia. Poi, mi sono trasferito a Roma dove abito ancora oggi. “Era il 1977. Io e mio cugino Enzo Di Pisa, che ormai non c’è più, facevamo un cabaret di successo ad Agrigento. Si trovava davanti al Municipio e s’intitolava Il Punicipio. Pippo Baudo lo seppe da Tuccio Musumeci (noto attore catanese, ndr) e, rischiando perché eravamo due sconosciuti, ci volle come autori di Secondo Voi. In quella trasmissione debuttava pure un signore chiamato Beppe Grillo.

Guardì frequento il liceo “Empedocle”, oggi il suo diploma è esposto accanto a quello di Andrea Camilleri: “Mi fa impressione! Quando ho visto che sono esposti solo quei diplomi, il mio accanto a quello di un grande come Camilleri, sinceramente mi ha fatto impressione. Per uscire dall'imbarazzo, posso dire che una cosa in comune con Camilleri la abbiamo: siamo entrambi devoti di San Calogero. Anche se si dichiara ateo, pure lui ha nel suo studio una bella statuetta del santo".

Lontano dalla sua terra, la sua Casteltermini Michele Guardì lascia la Sicilia per il nuova mondo. "Scelta consapevole, assunta con grande solidarietà familiare. Specie quella di mia moglie, genovese con genitori siciliani. Quel settembre del ‘77 - dice Guardì al Giornale di Sicilia - siamo partiti da Agrigento con nostro figlio Alessandro, che aveva due anni, su una Fiat 1600 blu di seconda mano. Sul tetto dell'auto, le nostre cose con il baule numero 70. Quello che avevo in collegio dai salesiani. Saremmo dovuti restare tre mesi, in un residence. Il nostro amico Tonino Bruccoleri, che venne a salutarci, disse però: questo baule non tornerà indietro. In effetti, ha avuto ragione lui. Antonello Falqui, vedendo Secondo Voi, volle me e mio cugino per un programma con Pino Caruso e Ornella Vanoni. Così da Milano, sempre con quel baule sulla macchina, ci siamo trasferiti a Roma. Altro residence. Scrivemmo i testi di Due come noi, l’incontro tra il Nord che era Ornella e il Sud che era Pino Caruso. Nelle cose che ho fatto, ho sempre avuto forte il richiamo alla nostra terra. Quando nel '90 il direttore Giampaolo Sodano mi chiese un programma per il mezzogiorno di Rai 2, proposi I Fatti Vostri. Mi disse: il programma lo hai talmente chiaro in testa, che il regista non puoi non farlo tu. I Fatti Vostri, adesso, va in onda da ventisei anni con le chiese di Casteltermini nella scenografia della piazza e il Comitato (la voce di Guardì fuori campo, ndr) dall'inequivocabile accento siciliano”. Michele Guardì, è anche un avvocato.

Dalla tv alla toga, la scelta è stata di vita: "Lei si domanda perché un avvocato abbia deciso di fare l’autore. La cosa è diversa. Bisogna chiedersi perché uno che voleva fare l'autore si sia messo a fare l’avvocato. Mi sono iscritto a Giurisprudenza perché, tra le lauree, era quella che sentivo più vicina. Ma era pur sempre una seconda scelta. Appena ho potuto, mi sono smarcato per tornare al vero amore. Quando ero piccolo e si chiedevano dove fossi, la risposta era sempre una: Micheluccio fa teatrini”.

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