Cupa, Cgil: "Dopo la sentenza del Tar, adesso il rilancio"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

"Il pronunciamento del Tar circa le pretese dell’Università di Palermo è stato salutato, giustamente, da commenti improntati all’entusiasmo.Noi che siamo tra i più convinti entusiasti non vogliamo recitare la parte del 'bastian contrario', tuttavia abbiamo il dovere di segnalare alcune questioni". Lo scrive la Cgil Agrigento in una nota.

"L'articolo 9 della legge di stabilità regionale, - prosegue la nota - se dovesse passare nell’attuale formulazione, segnerebbe la fine dei Consorzi universitari per come li abbiamo concepiti: su questo il silenzio dei nostri parlamentari regionali e di chi occupa importanti caselle del Governo della Regione è assordante. Occorre definitivamente chiarire il rapporto con l’Università di Palermo: dopo lo “scippo” dei corsi di laurea in giurisprudenza, architettura e beni culturali, operato lo scorso anno e la non accettazione della proposta di riduzione della quota di contribuzione a carico del Cupa, siamo in lite davanti ai tribunali: come continuare e su quali basi questo rapporto?".

"L’annuncio di rapporti con questa o quella Università, sia essa quella di Messina o quella di Enna o qualsiasi altra, che noi sosteniamo ed incoraggiamo, - prosegue il sindacato - deve tradursi presto in certezze, altrimenti è solo propaganda: se il Cupa vuole avere un futuro dev’essere in grado di trasferire nuove certezze a chi è in procinto di compiere la scelta universitaria, entro il mese di aprile si decide infatti l’offerta formativa per l’anno accademico 2017/2018. Pertanto non c’è un minuto da perdere".

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