Il crollo di piazza Cavour, via libera della Procura: riapre un "corridoio" del Viale della Vittoria

I lavori di messa in sicurezza procedono ed entro un paio di settimane potrebbero essere conclusi, per questo è stato disposto il parziale dissequestro del lato sud della strada

Via libera alla riapertura, seppure parziale, del Viale della Vittoria. Questa mattina il procuratore aggiunto Salvatore Vella ha messo la firma sul provvedimento di parziale dissequestro che era stato sollecitato dall'avvocato Angelo Farruggia, difensore del geometra Salvatore Graceffa, amministratore del condominio della palazzina Liberty di piazza Cavour, interessata dal doppio crollo di cornicione del 18 e del 30 settembre scorsi che, solo per una fortunata casualità, non ha provocato una strage.

Il magistrato della Procura, con il parere favorevole del consulente dell'ufficio e dei vigili del fuoco, ha autorizzato l'apertura di un corridoio sul lato sud, quello che costeggia il marciapiede lato mare. Cessa, quindi, l'isolamento della principale strada cittadina che, fino a ieri, era chiusa all'altezza dell'incrocio con la salita Coniglio. Adesso toccherà al Comune di Agrigento stabilire quali soluzioni adottare per la viabilità. 

Intanto la messa in sicurezza, affidata al direttore dei lavori Salvatore Lombardo, procede spedita e potrebbe arrivare alla conclusione entro due settimane. I condomini, nelle scorse settimane, con una lettera aperta, avevano chiesto anche "scusa a tutti gli agrigentini per gli enormi disagi che la chiusura del Viale ha arrecato alla cittadinanza".

L'inchiesta della Procura, concluso questo passaggio, dovrebbe entrare nel vivo con la fase relativa all'accertamento delle eventuali cause del crollo. La prima fase del lavoro del consulente è stata proprio quella di elaborare un progetto di messa in sicurezza in modo da eliminare i disagi, consentire il rientro di decine di abitazioni e attività evacuate e ripristinare la normale viabilità. Conclusa la gestione dell’emergenza, l’indagine si sposterà sul cuore del problema, vale a dire l’individuazione di eventuali responsabilità penali. Il pubblico ministero Antonella Pandolfi ha iscritto nel registro degli indagati trentuno persone (responsabili ditta, direttore dei lavori, condomini e lo stesso amministratore di condominio) per le ipotesi di reato di abuso di ufficio, falso e disastro colposo.

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Nel secondo quesito della consulenza viene chiesto “alla luce dell’esame della documentazione, di indicare eventuali condotte di omesso tempestivo intervento da parte dei proprietari e/o negligenza, imprudenza o imperizia nell’esecuzione dei lavori in atto da parte del progettista e direttore dei lavori nonché dei responsabili della ditta esecutrice nonché ad interventi edilizi che abbiano in passato riguardato l’immobile”.
 

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