A Milano con la paura addosso, Daniele: "Coronavirus? Ho un consiglio per i miei concittadini"

"Costretto" a vivere lontano dalla sua città ha scelto di raccontare i giorni che sta vivendo in un Nord più che mai deserto

La metro deserta

“Milano è una città fantasma, viviamo un clima surreale”. Sono queste le parole di Daniele De Mitri un lavoratore che agrigentino che vive a Milano. L’uomo, che al momento si trova al Nord per lavoro, racconta i suoi giorni lontano dalla sua terra ed in una Milano “fantasma”. Mezzi pubblici vuoti, poca gente in giro e chiusure obbligate di scuole e musei: sono queste alcune delle misure adottate dal capoluogo lombardo.

“Vivo quasi segregato in casa – dice Daniele De Mitri ad AgrigentoNotizie – la città è deserta, vedere tutto questo è angosciante. Davvero. Non pensavo che una metropoli come Milano potesse diventare d’un tratto così. Prima ridevo, quasi non ci credevo che tutto potesse precipitare e invece…”

L’agrigentino, raccontandosi, ha quasi la voce rotta dal pianto. “Non è facile vivere lontano dalla propria famiglia. Credetemi. I miei sono ad Agrigento, cosa dovrei fare? Non posso mettere a repentaglio la loro salute. Mi manca mia moglie, mio figlio. Vorrei stare con loro ed invece sono qui a capirci qualcosa su questo Coronavirus. Non sono momenti facili, rassicuri la tua famiglia e ti guardi intorno. La gente è davvero presa dal panico. Sono andato al supermercato, tutti indossavano la mascherina e affollavano le corsie. Psicosi? Si, ovviamente c’è. Molti esagerano, ma io dico che dobbiamo prestare la massima attenzione, questo è doveroso per tutti. Non solo per noi, ma anche per i nostri cari”.

18033192_10213061283630205_2827611720251450484_n-2Sono molti gli agrigentini che hanno scelto di tornare a casa, Daniele invece no. “Vorrei fare un appello a tutti i miei concittadini. Vogliono tornare a casa? Bene, che non facciano stupidaggini, devono attenersi alle regole. Viaggi in pullman? Serve massima attenzione. Io – dice commuovendosi – son qui, mentre la mia famiglia è giù. Potrei tornare, prenoto sempre biglietti aerei con grande anticipo, ma questa volta preferisco rimanere qui. Non voglio mettere a repentaglio la salute dei miei cari. Sto sbagliando? Non credo proprio. Sono onesto a me casa mi manca, Agrigento è il mio nido. Io mi sento davvero quasi impotente, è una sensazione surreale”.

L’agrigentino che vive a Milano ha scelto di raccontarsi senza mezze misure: “Agrigento si, mi manca e spero che non accada niente a nessuno. Davvero”.

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