Fase 2 della giustizia, la ripartenza è troppo lenta: malcontento dell'avvocatura

Il flash mob, previsto questa mattina, è sostanzialmente saltato perchè la maggior parte ha deciso di attendere un incontro fra i commissari dell'Ordine e i vertici degli uffici giudiziari ma restano i malumori anche per le difficoltà di accedere nelle cancellerie

Un gruppo di avvocati di fronte al tribunale

Il flash mob, organizzato spontaneamente su facebook, di fatto, è saltato ma resta il malcontento. L'avvocatura agrigentina, dopo due mesi e mezzo di lockdown della giustizia, chiede a gran voce di dare uno scossone organizzativo e ripartire in maniera più decisa di quanto non sia stato programmato nei giorni scorsi.

I vertici degli uffici giudiziari hanno definito un provvedimento che scagliona le tappe della ripresa, particolarmente lenta e graduale e solo a partire dal primo giugno. La rivoluzione dell'accesso ai servizi amministrativi, secondo quanto denunciano i legali, è diventata un pasticcio: impossibile contattare le cancellerie per prenotare appuntamenti e ritirare atti.

Quella che era la routine, fino all'8 marzo, è diventata un'enorme complicazione. A questo si aggiunge lo stop pressochè totale dell'attività giurisdizionale che ha fatto crollare gli incassi degli studi professionali, alle prese da sempre con mille costi fissi. La prospettiva del mancato ritorno alla normalità almeno fino a settembre, contrapposta alla pressochè completa riapertura delle altre attività, ha scatenato la protesta degli avvocati agrigentini molti dei quali temono un vero e proprio tracollo.

Su una pagina facebook dove quotidianamente i colleghi si scambiano commenti e opinioni, è partita l'iniziativa dell'avvocato Marco Giglio di organizzare un flash mob per manifestare il disappunto della categoria davanti al tribunale. L'intervento del commissario straordinario dell'Ordine degli avvocati Silvio Miceli, che ha annunciato un intervento formale con il presidente del tribunale per chiedere di prendere in considerazione le richieste dei colleghi, ha fatto propendere la quasi totalità degli avvocati a non parteciparvi.

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Questa mattina, comunque, si sono ritrovati circa una decina di professionisti che hanno discusso della situazione che, nei prossimi giorni, potrebbe evolvere anche con l'elaborazione di un documento comune da sottoporre al presidente del tribunale.  

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