Perchè si può andare al bar e al ristorante ma non si può fare udienza? Continua il pressing degli avvocati

Sottoscritto un documento comune insieme ai rappresentanti degli Ordini forensi del distretto per chiedere la ripresa dell'attività giudiziaria

La fila all'ingresso del tribunale ieri mattina

Perché, da lunedì scorso, si può andare al bar, al ristorante, dal parrucchiere o in qualsiasi negozio e non si può celebrare un'udienza in tribunale neppure a porte chiuse e con la sola presenza delle parti? Se lo chiedono gli avvocati agrigentini che, nelle scorse ore, hanno aderito a un'iniziativa di tutti gli Ordini forensi del distretto di Palermo al quale appartiene quello locale.

"Alla ripartenza delle attività di carattere economico e commerciale - si legge nel documento sottoscritto pure dal commissario straordinario dell'Ordine di Agrigento Silvio Miceli - fa da contraltare la situazione, gravemente insoddisfacente, della amministrazione della giustizia nel distretto, caratterizzata da provvedimenti eterogenei ma comunque accomunati da una sensibile restrizione dell’accesso alla domanda di giurisdizione".

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La sintesi del documento unitario è quella di chiedere al ministro della Giustizia di adottare un provvedimento comune dato che, nella sostanza, si è demandata ogni decisione ai presidenti dei tribunali: ad Agrigento sono stati applicati diversi correttivi al provvedimento iniziale e, fra una settimana, è previsto un incontro decisivo per la ripartenza del primo giugno. "Chiediamo con forza - concludono -, nell'interesse dei cittadini e di tutti gli avvocati, la piena ripresa dell’attività giudiziaria, che appare ad oggi assolutamente ineludibile, mediante l’adozione di idonee linee guida organizzative". 

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