"Ho fatto il tampone Covid-19 ma non ho ancora l'esito", l'Asp: "Priorità di comunicazione ai positivi"

Il direttore sanitario Gaetano Mancuso: "Per chi è infetto devono essere messe in campo, immediatamente, tutte le misure per provare ad arginare i contagi. Se il risultato è negativo c'è minore urgenza"

Un tampone

"Positivo". E' lo "spettro" con il quale combatte chi è stato sottoposto a tampone rino-faringeo. Un inquietante esame - per sapere se si è stati contagiati o meno dal Coronavirus - che non lascia dormire sonni tranquilli, specie in un momento in cui continuano a registrarsi contagi e in cui il numero delle vittime - seppur ridimensionato, rispetto ai giorni scorsi, a livello nazionale - resta alto. Fermo restando che, attualmente, l'analisi dei tamponi viene effettuata al Policlinico di Palermo, come funziona? Perché, talvolta, quell'esito sembra non arrivare mai?

AgrigentoNotizie ne ha parlato con il direttore sanitario dell'Asp1 di Agrigento, Gaetano Mancuso.

"La priorità di comunicazione dell'esito del tampone viene data ai 'positivi' perché occorre mettere in campo, immediatamente, tutte le misure per provare ad arginare la contaminazione. Se l'esito è negativo non c'è, naturalmente, questa esigenza: ha dunque minore priorità. Questo non significa che gli esiti negativi non verranno notificati agli interessati - ha spiegato il direttore sanitario Gaetano Mancuso -, ma certamente non hanno la priorità. Lavoriamo giorno e notte, sabato e domenica compresi e inseguiamo, per prevenire, i casi positivi. Ecco perché la comunicazione del caso positivo avviene tempestivamente. Viene avvisata la persona che si era sottoposto al tampone, viene avvisato, con una telefonata, il sindaco della città che poi, nelle ore successive, riceverà una notifica formale accompagnata dalla disposizione - del dipartimento di Prevenzione - della quarantena obbligatoria per l'interessato. Quarantena che viene imposta al soggetto fin dalla comunicazione informale. Poi gli arriverà la disposizione formale, di modo che non possa mai dire di non essere stato avvisato. Anche se naturalmente ci sono i tabulati telefonici".

L'Asp si concentra, naturalmente, sul focolaio individuato. Se in una famiglia risulta esserci un infetto, visto l'elevata contagiosità del Covid-19, i sanitari s'attendono altri contagi all'interno di quella famiglia, anche se asintomatici. "Restiamo meravigliati quando questo non accade visto che chi ha un positivo in casa rischia 100 volte in più degli altri di contrarre il virus" - ha spiegato il direttore sanitario dell'azienda sanitaria provinciale di Agrigento - .  

"Un soggetto può considerarsi guarito, vale sia per chi è ricoverato che per chi è in quarantena domiciliare, quando arrivano, nell'arco di 24 ore, due esiti negativi ad altrettanti tamponi ai quali viene sottoposto. Un positivo dopo circa 15 giorni viene testato di nuovo - prosegue il direttore Mancuso - e per dirsi guarito, appunto, dobbiamo avere due consecutivi tamponi negativi. Attualmente, ad Agrigento, abbiamo dei casi sotto osservazione. Non sappiamo se sono Covid o meno, ma hanno una sintomatologia gestibile. Qualora, per qualcuno, dovesse subentrare insufficienza respiratoria quel paziente verrà trasferito o a Malattia infettive o a Terapia intensiva".      

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