Concorsi, il Tar dà ragione al candidato bocciato: "Ha diritto di vedere i curricula degli altri partecipanti"

I giudici hanno sancito la possibilità di visionare tutti i documenti che erano stati negati per ragioni legate alla privacy

Il candidato può accedere ai curricula degli altri partecipanti al concorso: lo ha deciso il Tar Sicilia accogliendo il ricorso di un dirigente agrigentino. A.C., 56 anni, ha partecipato alla procedura di selezione per “la designazione e la nomina del segretario generale della Camera di commercio di Palermo ed Enna”. La procedura di concorso si articolava in due fasi.

In primo luogo, la commissione di esame era tenuta a verificare, in capo a ciascuno dei candidati, il possesso dei requisiti professionali e delle competenze necessarie allo svolgimento delle funzioni attraverso l’esame dei curricula prodotti dagli stessi candidati.

La commissione, in seguito, era chiamata ad accertare, tramite colloquio, "l’effettivo possesso delle competenze dichiarate nei propri curricula da parte dei primi cinque candidati che nella precedente fase avevano conseguito il maggior punteggio".

Lo scorso primo febbraio, la Camera di commercio di Palermo ed Enna ha pubblicato, nella sezione "amministrazione trasparente” del proprio sito web, l’elenco dei candidati ammessi a sostenere il colloquio.

A.C. apprendeva, quindi, di non essere stato ammesso alla seconda fase della procedura di selezione. A quel punto, con istanza di accesso, ha chiesto alla Camera di commercio di Palermo ed Enna di poter prendere visione ed estrarre copia degli atti e dei documenti relativi alla procedura concorsuale, compresi i curricula degli altri candidati, i verbali e le schede di valutazione prodotte dalla commissione di esame.

Il responsabile del procedimento comunicava, tuttavia, "l’impossibilità di accedere in modo integrale alla documentazione richiesta, in ragione della necessità di tutelare la privacy e la riservatezza dei candidati".

Il candidato, allora, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Rosario De Marco Capizzi, si è rivolto al Tar Sicilia di Palermo chiedendo che venisse accertato il proprio diritto ad avere accesso integrale alla documentazione richiesta.

In sede di ricorso, A.C. evidenziava come "il partecipante ad un concorso pubblico fosse titolare di un interesse qualificato all’accesso a tutti i documenti della procedura concorsuale".

Lo stesso, citando diversi precedenti giurisprudenziali, sottolineava come "tale interesse qualificato non andasse incontro ad alcun limite connesso alla necessità di proteggere la privacy e la riservatezza degli altri candidati".

Il Tar di Palermo ha accolto le tesi difensive degli avvocati Rubino e De Marco Capizzi e, per l’effetto, ha ordinato alla Amministrazione di consentirgli l’accesso a tutti gli atti della procedura di concorso.

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