Riflettori puntati sull'ex stabilimento Italcementi, ecco le ipotesi in campo

Si è svolto ieri un incontro all'Ars alla presenza dei sindacati, dei vertici dell'azienda e di esponenti delle istituzionali locali e regionali

L'ex stabilimento Italcementi

Riflettori accesi sull'ex stabilimento Italcementi di Porto Empedocle. Si è svolto ieri un incontro all'Ars alla presenza dei sindacati, dei vertici dell'azienda e di esponenti delle istituzionali locali e regionali.

Presenti il deputato Giovanni Di Caro, vice presidente della quinta commissione Attività produttive all’Assemblea Regionale Siciliana, il sindaco di Porto Empedocle Ida Carmina, gli ex lavoratori Italcementi, il segretario generale della Fillea-Cgil di Agrigento Vito Baglio e rappresentanti della Filca Cisl.

Le proposte avanzate dai lavoratori e dai sindacati - spiegano dalla Fillea Cgil - vertono sulla riconversione industriale di parte dello stabilimento Italcementi di Porto Empedocle, riprendendo uno studio fatto da Nomisma commissionato dalla stessa Azienda che prevedeva la produzione del combustibile solido secondario, un progetto per la realizzazione del biogas con il trattamento dell’organico. Inoltre, è stata avanzata l’ipotesi di ottenere un compostaggio di comunità con il trattamento dell’organico".

"L’Iseda, presente in audizione, - si legge in una nota del sindacato - ha reso noto un progetto di un polo tecnologico per il riciclaggio di rifiuti inerti. L’azienda ha chiesto a Italcementi l’utilizzo di una cava dismessa che ad oggi non ha ottenuto. Tale progetto, secondo l’amministratore, potrebbe utilizzare inizialmente quattro ex lavoratori Italcementi con ulteriore incremento dell’organico. Il sindaco di Porto Empedocle, invece, rendeva noto l’interesse al sito da parte dell’Enel per un progetto di energia alternativa e di un’azienda che mostrava attenzione ad un investimento di circa 30 milioni di euro sul settore del riciclaggio".

I lavoratori ed il sindacato - si legge nella nota - "non hanno chiesto la riassunzione in azienda o la elargizione di sussidi ma l’attuazione di un impegno sottoscritto con Italcementi di riconversione industriale di parte dello stabilimento di Porto Empedocle per dare loro occupazione. Ci preoccupa il fatto che il responsabile delle risorse umane dell’Azienda Italcementi abbia sottolineato che la grave crisi che ha investito il cemento non solo in Sicilia potrebbe avere ripercussione sul centro di macinazione di Porto Empedocle mettendo a rischio i trentuno posti di lavoro".

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