"Marescià, ho fatto una cavolata": direttore Poste che fece sparire i soldi ammise gli ammanchi

Vincenzo Di Rosa avrebbe sottratto oltre 220 mila euro ai clienti, sottufficiale rivela: "Mi contattò dopo essere stato scoperto"

“Maresciallo, ho fatto una cavolata. Mi sono preso i soldi”. L’ex direttore dell'ufficio postale di Castrofilippo, Vincenzo Di Rosa, 56 anni, accusato di avere sottratto circa 223 mila euro ai clienti, aveva confidato al comandante della stazione dei carabinieri di Castrofilippo, Angelo Salvo Borsellino, di avere provocato gli ammanchi.

La “confessione” che in realtà non era tale perché fatta “a microfoni spenti” era arrivata a metà del 2016, quando era stato già sospeso dalle Poste e sapeva, quindi, di essere stato scoperto. Il sottufficiale, peraltro, dopo avere ricevuto le prime segnalazioni sul caso, stava già indagando e presto, quando l’attività investigativa arrivò alla fase decisiva, scattò pure una misura cautelare.

È entrato nel vivo ieri mattina, davanti ai giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara, il processo per svariate ipotesi di peculato e truffa. Il maresciallo, rispondendo al pubblico ministero Sara Varazi e all’avvocato Alfonso Neri (che difende l’imputato insieme al collega Salvatore Pennica), ha ricostruito la vicenda fin dall’inizio. “Una responsabile di Poste Italiane venne a cercarmi in caserma e mi disse che il direttore delle Poste era stato sospeso perché sospettato di avere fatto sparire circa 150 mila euro dai conti dei clienti con vari artifizi". 

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