Carabinieri in casa di Arnone, la mail: "Queste sono le domande da fare al teste"

Al centro della vicenda ci sarebbe l'allegato di una mail che l'avvocato Giuseppe Arnone ieri sera ha inviato al collega Arnaldo Faro, suo difensore, e a Maria Grazia Di Marco, parte offesa e teste nel processo in cui lo stesso Arnone è imputato di tentata estorsione

Giuseppe Arnone

Al centro della vicenda ci sarebbe l'allegato di una mail che l'avvocato Giuseppe Arnone ieri sera ha inviato al collega Arnaldo Faro, suo difensore, e a Maria Grazia Di Marco, parte offesa e teste nel processo in cui lo stesso Arnone è imputato di tentata estorsione. Sarebbe questo il motivo della perquisizione avvenuta questa notte in casa dell'avvocato agrigentino ad opera dei carabinieri del Nucleo investigativo di Agrigento, su ordine della Procura della Repubblica di Agrigento, durante la quale sono stati sequestrati tre computer, diversi documenti ed alcune pen drive.

 > Ecco le domande preparate da Arnone <

La mail, come dimostrano le carte rese pubbliche da Giuseppe Arnone, conteneva le domande che l'avvocato Faro avrebbe dovuto fare al teste Maria Grazia Di Marco nel corso della prossima udienza del processo, in programma per lunedì 8 ottobre. Domande che, secondo Arnone, "è lecito far avere prima al testimone".
 
"Stamani – commenta l'ex consigliere comunale - ho depositato in Tribunale le stesse domande che ieri ho inviato via mail, per cui sarebbero state comunque nelle disponibilità della signora Di Marco, avendo la stessa la facoltà di accedere al fascicolo. Ho il telefono sicuramente sotto controllo e dunque, non appena ascoltata la telefonata tra me e la Di Marco nella quale annunciavo che avrei inviato le domande, gli inquirenti hanno disposto la perquisizione".
 
Supponendo di essere ascoltato dai carabinieri, Arnone ha voluto dare una pubblica spiegazione anche alle conversazioni con Maria Grazia Di Marco in merito ad una consegna di denaro. "Tra me e la Di Marco è tornata la 'pace'. E pertanto, essendoci un rapporto di amicizia, la signora mi ha chiesto in prestito dei soldi, sia per sistemare il motorino incidentato della figlia, che per riparare un pezzo della sua auto. Soldi che mi restituirà. Non c'è nessuna corruzione".

 

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