Caso Arnone, il tribunale di Sorveglianza ha deciso: in carcere solo la sera

I giudici hanno disposto la "semilibertà": di giorno potrà esercitare la professione ma con numerose prescrizioni

Giuseppe Arnone, il giorno dell'arresto

I giudici del tribunale di Sorveglianza di Palermo hanno disposto nei confronti dell'avvocato ed ex consigliere comunale Giuseppe Arnone la semilibertà. In sostanza di giorno potrà esercitare la professione, con mille divieti che fanno riferimento alla sua vecchia abitudine di affiggere manifesti dal balcone del suo studio di fronte al tribunale e all'uso di Facebook e piattaforme di vario tipo, e la sera dovrà tornare in carcere.

Arnone si scusa: "Se ho sbagliato, l'ho fatto in buona fede"

La decisione arriva tre giorni dopo l'udienza nella quale i suoi difensori, gli avvocati Arnaldo Faro e Raimondo Tripodo, avevano chiesto al tribunale di concedere nuovamente l'affidamento in prova ai servizi sociali mentre il sostituto procuratore generale Rita Fulantelli aveva chiesto che scontasse le due condanne per calunnia e diffamazione, con fine pena fissato per il luglio del 2021, in carcere.

VIDEO. Arnone prelevato dalla polizia in tribunale

Arnone, dallo scorso 27 marzo, si trova in carcere in seguito a un'ordinanza del magistrato di sorveglianza che gli contestava di avere violato le prescrizioni diffondendo volantini di accuse ai magistrati nel piazzale del posteggio del tribunale. Da lì la decisione di sospendere l'affidamento in prova (che prevede l'obbligo di rientrare a casa la sera, svolgere attività di utilità sociale, l'obbligo di dimora nel comune di residenza e prescrizioni specifiche) nell'attesa della decisione del tribunale che ha adottato una soluzione intermedia. 

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