Una missiva con cartucce recapitata a Maria Grazia Brandara

L'ex sindaco di Naro ed attuale commissario straordinario dell'Irsap ha ricevuto la lettera intimidatoria negli uffici della zona industriale

Maria Grazia Brandara

Due cartucce da fucile sono state recapitate, all'interno di una busta, all'ex sindaco di Naro e commissario straordinario dell'Irsap Maria Grazia Brandara. 

Il recapito della missiva è stato effettuato nella zona industriale di Agrigento. Nella busta era anche un messaggio intimidatorio: "Maria Grazia Brandara come Antoci". Brandara ha subito fatto una formale denuncia. Ad accompagnarla in Procura, dove ha incontrato il procuratore facente funzione Ignazio Fonzo, il vice presidente della Regione Mariella Lo Bello. 

Il messaggio intimidatorio ha un evidente riferimento  all'agguato mafioso ai danni del direttore del Parco dei Nebrodi. Dell'inchiesta, immediatamente, avviata si stanno, adesso, occupando i carabinieri. 

Era il novembre del 2013 quando Maria Grazia Branda, presidente del consorzio per la legalità e lo sviluppo dell'Agrigentino, riceveva un'altra lettera intimidatoria. Nella missiva, allora, c'era scritto,  "Ora basta! Siamo solo all'inizio".

A darne notizia, allora, durante la conferenza stampa svoltasi in Seminario per illustrare gli interventi che dovranno essere realizzati sul colle e sulla cattedrale di San Gerlando di Agrigento colpiti dal dissesto idrogeologico, fu il presidente della Regione Rosario Crocetta.

Mariagrazia Brandara, 60 anni, nel 2004 deputato regionale dell’Udc, è da anni impegnata nella gestione dei beni confiscati alla mafia e dunque, in prima linea, per l’affermazione della legalità. Nel 2013, la lettera intimidatoria venne ricevuta da Brandara nella sua abitazione del quartiere di San Leone. 

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