Carcere "Petrusa" sovraffollato: fra i detenuti 94 lavoratori e 68 stranieri

I dati emergono dal documento redatto dalla Corte d’appello di Palermo per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 

La capienza massima prevista è per 283 detenuti. In realtà, alla casa circondariale "Di Lorenzo" di Agrigento (al 30 giugno scorso) erano presenti 310 reclusi. Anche il carcere di contrada Petrusa - così come quasi tutti quelli del distretto, dove erano ristretti complessivamente 2.916 persone, - è oltre il limite della capacità ricettiva cosiddetta “regolamentare”. Emerge anche questo dal documento redatto dalla Corte d’appello di Palermo per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. 

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"Le condizioni di vita dei ristretti - scrive, a livello generale di distretto, il presidente della Corte d'Appello - permangono alquanto problematiche. Specie nelle sezioni degli istituti destinate ai detenuti cosiddetti comuni, le presenze nelle celle sono di frequente eccessive e ciascuno di coloro che vi vivono finisce per fruire di uno spazio comunque esiguo, con le incidenze negative che ne discendono già solo sul piano della privacy e degli standard igienici. Ma vale la pena ribadire che non è certo la fredda contabilità in metri quadri a far sì che la pena detentiva non divenga inumana e degradante, e che non bisogna credere che la disponibilità di spazi più ampi sia la soluzione del problema carcerario italiano. A parere del presidente del locale tribunale di Sorveglianza ci si dovrebbe piuttosto preoccupare di mettere in atto tutti gli interventi compensativi diretti a far sì che la persona detenuta possa esercitare quanto più possibile i diritti fondamentali il cui esercizio è reso più difficile dalla sua condizione di reclusione. Ed invece le proposte formative scarseggiano e soprattutto quelle relative a corsi scolastici e a corsi professionali, gli uni e gli altri di fondamentale importanza nell'ottica del recupero sociale dei condannati".

Al "Petrusa" di Agrigento, su 310 solo 94 risultano essere detenuti lavoratori, non ci sono - sempre al 30 giugno scorso - tossicodipendenti e gli stranieri reclusi erano 68. A livello di distretto, la percentuale dei detenuti stranieri è lievemente aumentata, passando dal 19,62% al
19,82%; il dato percentuale dei detenuti stranieri sul totale è inferiore alla media nazionale che si attesta al 33,81%.

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