L'inchiesta sul giro di usura ed estorsioni, il riesame conferma l'arresto dei due fratelli

I giudici del tribunale della libertà mantengono la misura cautelare nei confronti di Antonio e Giuseppe Maira

Ordinanza di custodia cautelare confermata: i giudici del tribunale del riesame non modificano il provvedimento restrittivo nei confronti dei fratelli Antonio e Giuseppe Maira, rispettivamente 69 e 63 anni di Canicattì, accusati di estorsione ed usura aggravate.

Il gip Francesco Provenzano, il 12 dicembre, all'indomani dell'interrogatorio, ha disposto la custodia in carcere per Giuseppe e gli arresti domiciliari per Antonio, con l'applicazione del braccialetto elettronico. I due indagati, difesi dall'avvocato Giovanni Salvaggio, in occasione dell'interrogatorio, dopo il fermo disposto dal pubblico ministero Elenia Manno, si erano difesi respingendo le accuse mosse da un imprenditore che, secondo la sua versione, sarebbe stato costretto a restituirgli 70mila euro a fronte di un prestito di 29mila euro. "Eravamo soci - hanno detto -, le sue sono bugie tirate fuori per non onorare i debiti". 

Una tesi che non ha convinto nè il gip nè il tribunale del riesame che ha confermato il provvedimento restrittivo, riservandosi di depositare le motivazioni della decisione entro venti giorni. 

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L'indagine ha accertato altri due episodi di usura, con altre vittime, di cui sarebbe responsabile il solo Giuseppe. 

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