"Ha sparato all'ex marito della propria compagna", la madre e la sorella lo difendono

Il processo al trentaseienne Gianluca Scaccia è giunto alle battute conclusive, in aula gli ultimi testi

Gianluca Scaccia

"Quella mattina mio figlio era tranquillo, sono sicuro che è stato accusato per vendetta". La madre di Gianluca Scaccia, il pastore trentaseienne imputato del tentato omicidio, a colpi di pistola, di Vincenzo Curto, di un anno più giovane, ex marito della sua nuova compagna al quale - secondo l'accusa - avrebbe sparato per vendicare un loro presunto riavvicinamento, difende in aula figlio.

La donna - Giovanna Corbo - è una degli ultimi testi citati dal difensore dell'imputato, l'avvocato Angela Porcello. La donna ha rivelato di tenere "la valigia sempre pronta per il carcere", visto che il figlio negli ultimi anni è stato arrestato numerose volte e ha detto di non credere che, a sparare a Curto, il 26 giugno del 2017, sarebbe stato il figlio.

"Non credo, Curto lo avrà accusato per rabbia visto che Gianluca aveva una relazione con la sua ex moglie. La mattina dopo l'agguato, mio figlio era tranquillo". Il pubblico ministero Alessandra Russo le fa notare un dettaglio. "Hanno trovato i bossoli davanti alla sua casa di campagna? Non so, così dicono".

La sorella di Gianluca Scaccia - Maria Pia Sharon - motiva il suo sfogo social, con un post carico di insulti, pubblicato sul suo profilo Facebook pochi giorni dopo l'agguato. "Ero arrabbiata con Curto - ha detto rispondendo all'avvocato Porcello - perchè ha rovinato Gianluca e la nostra famiglia per rabbia e gelosia. Sono certa che lo ha accusato falsamente". 

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