Criminali scatenati: tre le rapine messe a segno nell'impianto Q8, ritrovata bruciata l'auto usata

Oltre agli addetti alla distribuzione di carburante sono stati "colpiti" anche due corrieri che si trovavano nella piazzola. I malviventi hanno usato una vettura rubata 15 minuti prima

(foto ARCHIVIO)

Non una, ma tre rapine. I malviventi che, nel pomeriggio di ieri, hanno colpito - per l'ennesima volta - il distributore di carburanti Q8 di contrada Madonna dell'Aiuto non hanno disdegnato di rapinare anche due corrieri che erano nella piazzola per un rifornimento di benzina. Complessivamente sono stati portati via poco meno di 2.500 euro. 

Nessun dubbio, visto il modus operandi, che la "mano" possa essere sempre la stessa: quella che ha già realizzato altre rapine sempre in danno di quell'impianto Q8. 

Armati di pistola e con il volto coperto rapinano benzinaio: portati via mille euro

I tre delinquenti - che hanno agito imbracciando un fucile e un coltellaccio - poco prima avevano rubato, sempre a Canicattì, una vecchia Fiat Uno. Neanche il tempo, per i poliziotti del commissariato, di acquisire la segnalazione di furto che un quarto d'ora dopo c'è stato l'Sos per la rapina. I tre criminali giunti in contrada Madonna dell'Aiuto hanno preso di mira immediatamente i due addetti alle pompe di distribuzione e i due corrieri che erano appunto pronti ad effettuare rifornimento. Ad uno dei due corrieri, oltre al denaro che aveva in tasca, sono stati portati via anche due pacchi. 

Dagli addetti all'impianto di carburante, i criminali pare che siano riusciti a portare via circa 1.000 euro, mentre altri 1.300 euro circa sono stati rapinati ai due corrieri. 

La macchina utilizzata per mettere a segno la rapina è stata ritrovata, questa mattina, ad un chilometro circa di distanza dall'impianto di distribuzione carburanti. E' stata abbandonata e data alle fiamme in un'area d'aperta campagna. Durante la notte, anche perché la zona in questo periodo dell'anno è praticamente deserta, nessuno si è accorto della vettura in fiamme. 

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Il furto dell'auto, la rapina fulminea e l'abbandono della macchina usata che viene data alle fiamme sono elementi investigativi che ritornano - e anche con una certa insistenza - nei colpi già messi a segno. Ecco perché sembrerebbe essere scontato che la "mano" sia sempre la stessa. Dell'inchiesta, anche su quest'ultimo episodio di microcriminalità, si stanno occupando i poliziotti del commissariato di Canicattì. Il riserbo degli investigatori era e resta massimo. Nessuna indiscrezione viene fatta trapelare. I poliziotti stanno, però, lavorando alacremente per riuscire a dare - nonostante i tre avessero i volti travisati - un nome e cognome ai componenti della banda. 

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