"Diatribe sui confini e problemi di vicinato, nell'Agrigentino si uccide per il nulla"

L'allarme, rievocando precedenti fatti di sangue, è stato lanciato dal capo della Squadra Mobile della Questura: il vice questore aggiunto Giovanni Minardi

Un momento della conferenza stampa svoltasi al commissariato di polizia di Canicattì

"E' l'ennesimo fatto di sangue per motivi assolutamente futili. Capita frequentemente nelle nostre zone che, per motivi legati ai poderi, ai confini si arrivi a queste cose. L'esasperazione, tante volte, sicuramente, fa perdere i lumi della ragione. Però registriamo che questi fenomeni, periodicamente, si ripresentano". Lo ha detto il vice questore aggiunto Giovanni Minardi che è a capo della Squadra Mobile della Questura di Agrigento. Minardi ha evidenziato, subito, durante la conferenza stampa, che "alle attività investigative hanno partecipato i colleghi del nucleo Investigativo del comando provinciale dei carabinieri, con il capitano Luca Armao. Le forze locali (commissariato di polizia e compagnia dei carabinieri di Canicattì ndr.) sono intervenute immediatamente e questo concretizza il segno di una sinergia importante, anche con gli uffici provinciali che sono intervenuti a supporto". 

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"E' essenziale che, in qualsiasi attività, dobbiamo riuscire ad essere sinergici perché l'obiettivo, così facendo, viene raggiunto immediatamente e con molta facilità. Lo scambio contestuale di informazioni permettono di arrivare al successo con più facilità - ha evidenziato il capo della Squadra Mobile - . Se da un lato apprezzo la grande sinergia, dall'altro esprimo il rammarico di dover registrare questo ennesimo, grave, fatto di sangue basato esclusivamente su motivi ridicoli".  

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Nell'Agrigentino si uccide per il nulla. E questo è un dato allarmante. "E' un caso, questo di Canicattì, che vede coinvolti degli agricoltori: brava gente che lavora le terre che, per futili motivi, esasperati forse da ataviche problematiche, arrivano a questi fatti di sangue - ha ribadito, anche in fase di interviste da parte dei giornalisti, il capo della Squadra Mobile: il vice questore aggiunto Giovanni Minardi - . E' già accaduto, nel recentissimo passato, a Favara e ad Alessandria della Rocca".

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"In pochissimo tempo, la polizia di Stato e l'Arma dei carabinieri hanno raggiunto il brillante risultato dell'individuazione del presunto autore di questo efferato delitto. Voglio anch'io sottolineare l'ottimo coordinamento della Procura della Repubblica di Agrigento che ha saputo mettere assieme tutti gli uffici della polizia di Stato e dell'Arma dei carabinieri - ha spiegato il dirigente del commissariato di Canicattì: il vice questore Cesare Castelli - per raggiungere questo risultato". "Il movente appare circoscritto ai cattivi rapporti fra le due persone" - ha ribadito il capitano Luigi Pacifico che è a capo della compagnia dell'Arma di Canicattì - . 

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