"Mi puntò la pistola e minacciò i miei figli", racconto choc della vittima

Al via, dopo quindici anni dai fatti, il processo per quattro rapine ai danni di banca e distributore di benzina

“Stai attento perché ti conosco e so dove vanno i tuoi figli a scuola”: quindici anni dopo i fatti, l’impiegato di banca Roberto Arnone, in servizio alla Sant’Angelo di Camastra, ha ancora un brivido quando il pubblico ministero Gianluca Caputo gli chiede di ricordare cosa gli disse uno dei tre rapinatori, prima di andare via, con il volto travisato da un passamontagna e una pistola in pugno. Per il resto il ricordo, come era quasi scontato a distanza di tre lustri dai fatti, è fin troppo vago e si traduce in una conferma di quanto messo a verbale dai carabinieri nell’immediatezza dei fatti.

È iniziato ieri il processo a carico di due presunti rapinatori, accusati di avere messo a segno quattro colpi fra banche e distributori di benzina. Sul banco degli imputati i due presunti responsabili di quattro rapine, ai danni di distributori di benzina e banca. Si tratta dei canicattinesi Diego Cutaia, 35 anni, e Lorenzo Licalzi, 32. I due imputati, difesi dagli avvocati Gero Lo Giudice e Angela Porcello, sono accusati di avere messo a segno, insieme a complici non individuati, quattro assalti commessi fra il novembre del 2004 e il febbraio successivo ai danni di una banca e tre distributori di benzina.

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