Sparano ad un cane e muore poco dopo, Fanara: "Speravo nel miracolo, nessuno dimentichi questa storia”

L'animale è stato preso in carico dall'associazione Aronne. Neppure la corsa contro il tempo è riuscita a salvare la giovane husky. L'animale è morto dopo ore di agonia

Il cane soccorso dall'associazione Aronne

Il giovane animale non è riuscito a scampare alla morte. Il cane è morto dopo ore di agonia. "Gli hanno sparato. Gli hanno sparato più volte". E’ questa la denuncia che un’associazione agrigentina ha lanciato su Facebook. Un cane, questa mattina, è stato preso in carico dall'associazione Aronne di Agrigento per poi essere trasportato all'ambulatorio più vicino. 

"Mi hanno chiamato da Raffadali e come mia abitudine mi sono precipitato - riferisce ad Agrigentonotizie,  Sandro Fanara, responsabile dell’associazione Aronne - ho trovato davanti a me una situazione che mi ha lasciato sgomento. Questa è l’ennesima dimostrazione della realtà culturale nella quale viviamo. Vediamo spesso cose terribili. Anche se gli avvelenamenti oggi, purtroppo, fanno meno rumore sono quasi all’ordine del giorno. Fa male non potere fare di più”.

L'associazione Aronne esiste dal 2002. Ed ha, da sempre, un unico obiettivo: prendersi cura degli animali abbandonati nell'Agrigentino. 

"Abbiamo soccorso il cane su segnalazione dei carabinieri - spiegano i volontari dell'associazione - si tratta di una giovane husky. Lo scenario è sconvolgente le hanno sparato più volte. È martoriata, sotto shock, il femore distrutto dai colpi di fucile".  

L'aggiornamento alle 13:15

Non ce l'ha fatta. Neppure la corsa contro il tempo ha potuto salvare la giovane husky uccisa per mano umana. L'animale, che sarebbe stato colpito da colpi di pistola è morto dopo ore di agonia. In soccorso del cane, l'associazione Aronne ma anche e soprattutto un ambulatorio veterinario. "Speravo nel miracolo, ha detto ad AgrigentoNotizie Sandro Fanara - ma così non è stato. Io spero che si faccia luce su questa storia, perchè è inaccettabile. La piccola purtroppo non ce l’ha fatta. I danni anche a livello viscerale evidentemente erano troppo gravi. Vi prego di continuare a parlarne affinché questa brutta storia non cada nel dimenticatoio delle istituzioni". 

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