Calcioscommesse, arresti in tutta Italia: fermato l'ex Akragas "Sasà" Astarita

Tra le partite sospette c'è Neapolis-Akragas, giocata il 9 novembre del 2014. In quell'occasione Astarita venne espulso dopo un clamoroso fallo di mano nell'area di rigore avversaria, mentre Raffaele Moxedano (figlio di Mario, che è il presidente del Neapolis), segnò il gol del momentaneo pareggio

Salvatore Sasà Astarita

C'è anche il campano Salvatore "Sasà" Astarita, 32 anni, ex giocatore dell'Akragas, tra le persone fermate stanotte dalla Polizia di Stato nell'ambito di un'operazione sul calcioscommesse e sulle partite truccate. Salvatore Astarita ha fatto parte dell'Akragas calcio fino agli ultimi mesi del 2014, quando ha poi lasciato la squadra e la città.

Tra le partite sospette (o comunque sulle quali gli inquirenti hanno puntato la lente d'ingrandimento) c'è Neapolis-Akragas, giocata il 9 novembre del 2014. In quell’occasione Astarita venne espulso dopo un clamoroso fallo di mano nell’area di rigore avversaria, mentre Raffaele Moxedano (anche lui indagato insieme al padre Mario, che è il presidente del club), segnò il gol del momentaneo pareggio.

L'INCHIESTA. Sono oltre 70 gli indagati e 50 i fermi emessi dai magistrati della Procura di Catanzaro. La Polizia di Stato sta eseguendo arresti e perquisizioni in Calabria, Campania, Puglia, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche, Toscana, Liguria, Veneto, Lombardia.

Almeno una trentina, invece, i club coinvolti nel giro di partite truccate. Tra di essi Pro Patria, Barletta, Brindisi, L'Aquila, Neapolis Mugnano, Torres, Vigor-Lamezia, Santarcangelo, Sorrento, Montalto, Puteolana, Akragas e San Severo.

Le indagini della Squadra Mobile di Catanzaro avrebbero accertato decine di combine di partite di calcio dei campionati di Lega Pro e Lega D. L'inchiesta della Procura Antimafia di Catanzaro ha scoperto una rete di associati, fra calciatori, allenatori, presidenti e dirigenti sportivi, che coinvolgerebbe oltre 30 squadre.

Il provvedimento di fermo di oltre 1000 pagine delinea una rete di personaggi, appartenenti a due distinte organizzazioni criminali, rispettivamente attive nella combine di incontri dei campionati di Lega Pro e Lega Nazionale Dilettanti, capaci di alterare risultati e investire danaro nel connesso "giro di scommesse" in Italia e all'estero.

Fra i destinatari del fermo, risultano personaggi stranieri. Per alcuni indagati vengono contestate anche le aggravanti mafiose e transnazionali. Fra questi un membro della cosca Iannazzo, potente clan della 'ndrangheta lametina. Nell'inchiesta risulta coinvolto un poliziotto.

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