Bus-navetta per il Mandorlo, la Cgil presenta un esposto in Procura

Il segretario generale della sigla sindacale Massimo Raso parla di "illecito arricchimento" e di "interruzione di pubblico servizio"

La Cgil di Agrigento, con in testa il segretario generale Massimo Raso, ha presentato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica. Il "casus belli" è il servizio di bus-navetta predisposto il occasione della giornata conclusiva del Mandorlo in fiore. "Ci sono dei fatti, a nostro avviso, gravi. I cittadini hanno dovuto pagare un 'biglietto giornaliero' di 3,40 euro in luogo della corsa normale che è di 1.20 euro, senza la dovuta e preventiva informazione e senza che vi fosse possibilità di scelta da parte di un’utenza che era stata obbligata ad usare il mezzo pubblico - ha scritto il segreterario generale della Cgil - . Accanto all’evidente ipotesi di illecito arricchimento, non può non denunciarsi l’assoluta improvvisazione e superficialità che hanno prodotto un danno certo di immagine per la città di Agrigento".

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"Era davvero penoso vedere questa scarsa organizzazione: una marea di gente che non poteva  salire sui mezzi o perché mancavano oppure  perché erano andati esauriti i biglietti - prosegue la ricostruzione-denuncia del segretario generale Massimo Raso - . Tutto ciò ha causato enormi disagi, soprattutto per persone arrivate da centinaia di chilometri di distanza. Persone che una volta arrivati sono stati bloccati sul posto.  Molti di loro, al danno hanno dovuto sommare la beffa,  non avendo avuto nemmeno la possibilità di assistere alla manifestazione. A questo si aggiunga che, per i più fortunati,  il servizio di trasporto si è svolto - prosegue Raso nella denuncia formalizzata alla Procura - in condizioni di sicurezza stradale assai discutibili (autobus stracolmi). Nella stessa giornata, sono stati tolti tutti i servizi urbani (ad esclusione della linea 4 che va dal centro al quartiere di Fontanelle e all’ospedale) mentre per tutti gli altri quartieri satelliti del Comune di Agrigento, non c’era alcun tipo di collegamento poiché i bus erano impegnati a fare navette con biglietti a 'tariffa maggiorata', scelta che l’azienda ha – ovviamente – preferito dall’assicurare un servizio al pubblico, ravvisandosi, a nostro avviso, una interruzione di pubblico servizio".

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La Cgil ha chiesto dunque, ufficialmente, alla Procura della Repubblica "di voler disporre tutti gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti esposti" ed ha formulato, qualora emergessero dei fatti-reato procedibili a querela di parte, la necessaria denuncia-querela. 

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