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Buco nel bilancio comunale, i partiti tacciono

Dopo una campagna elettorale con il "coltello tra i denti" sembra scoppiata la pace. Ma in realtà è solo una tregua in attesa che avvenga l'insediamento del Consiglio comunale e si voti per il nuovo presidente

Redazione31 maggio 2012

La campagna elettorale ormai messa in archivio è stata segnata, a vario titolo, da polemiche e attacchi più o meno personali, salvo concludersi con un generalizzato invito alla pacificazione. Un appello, a giudicare quanto è avvenuto in questi giorni, dopo la pubblicazione all'Albo pretorio del Comune del rendiconto residui attivi e passivi, che individua 14 milioni di euro come crediti non esigibili, e quindi un buco nel bilancio.

Una situazione che era stata addirittura evocata in campagna elettorale (ricordate le polemiche sui bilanci più o meno truccati?) e che adesso, stranamente, non solletica più l'attenzione di nessuno. Nemmeno ora che a parlare sono le carte.

Perché? Che la pace abbia illuminato le menti? O forse c'è di mezzo una questione di tipo diplomatico?

Eccezion fatta per gli interventi gerarchicamente marginali di Lillo Miccichè e Giuseppe Di Rosa, i vertici dei partiti sono al momento rimasti silenti. Passi per quelli di maggioranza, come Udc e Patto per il territorio, ma il fronte opposto (sempre che ne esista al momento uno)?

L'atmosfera tra le formazioni è di sospensione, e senza dubbio un grande peso ha l'elezione del presidente del Consiglio comunale. Sarà quello il banco di prova degli equilibri in aula "Sollano", e fino a quella data tutti sono guardinghi. La preoccupazione principale è quella di non poter distinguere tra amici e nemici, non sapere dove collocarsi, e quindi rischiare, con una dichiarazione fuori tempo di trovarsi, come si suol dire, "esclusi dai giochi".

Alcuni partiti, il giorno della vittoria al ballottaggio, si erano già lasciati andare a dichiarazioni concilianti, così come aveva fatto Piero Macedonio che auspicava una "redenzione" dei suoi avversari. Tanti segnali di un dialogo mai del tutto interrotto e che adesso blocca ogni iniziativa.

Insomma, regna la cautela politica, l'attesa utile per capire come collocarsi. Per fare opposizione, del resto, c'è sempre tempo.

(gis)

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