Borgo Scala dei Turchi, i periti: "Legittimo il piano di lottizzazione"

Rinviata al 30 novembre l'udienza per il processo sulle presunte irregolarità nella realizzazione del cosiddetto "villaggio dei vip" a Realmonte. Il collegio peritale dovrà illustrare le conclusioni al gup

L'area su cui dovrebbe sorgere il "Borgo Scala dei Turchi"

Rinviata al 30 novembre l'udienza decisiva per il processo sulle presunte irregolarità nella realizzazione del “Borgo Scala dei Turchi”, il cosiddetto “villaggio dei vip” da realizzare sulla fascia costiera di Realmonte.

Questa mattina davanti al gup Francesco Provenzano, i tre periti avrebbero dovuto illustrare le conclusioni a cui sono giunti dopo aver verificato la regolarità del progetto, ma il giudice ha rinviato l'udienza accogliendo la richiesta di uno dei legali degli imputati. I reati contestati dalla Procura di Agrigento per la parziale realizzazione di alcune villette in contrada Canalotto, sono lottizzazione abusiva, abuso edilizio, abuso d’ufficio e falso.

I periti chiedono tempo

I tre periti nominati dal giudice sono Paolo La Greca, docente di Urbanistica all’Università di Catania; Guido Meli, già soprintendente ai Beni culturali e Mario D’Amore. I tecnici lo scorso 7 settembre hanno depositato una voluminosa perizia di ben 400 pagine, che, però, ridimensionerebbe fortemente le accuse della Procura.

Il piano di lottizzazione presentato dalla Comaer, l’impresa siracusana che stava realizzando il progetto, sarebbe pienamente legittimo e non avrebbe violato alcuna norma di carattere urbanistico. A riassumere i punti chiave della perizia è l’avvocato Luigi Restivo, che difende Gaetano Caristia, insieme a Sebastiano Comparato, rappresentante della Comaer.

Legambiente denuncia imprenditore

Secondo quanto emerge dalla perizia - fa sapere l’avvocato - “non sussisterebbe sulla fascia costiera di Realmonte alcun vincolo di inedificabilità assoluta così come contestato dalla Procura: in tale area l’edificazione è consentita, secondo i parametri edilizi propri delle diverse zone previo parere della Soprintendenza. Ed è ciò che è stato fatto dalla Comaer Immobiliare”.

“I periti hanno altresì affermato – riassume il legale - che anche gli standards urbanistici erano corretti così come le dimensioni dei lotti; che non era necessaria alcuna valutazione ambientale strategica e che l’intervento non violava alcuna normativa comunitaria in relazione all’istituendo Sic della Scala dei Turchi. Così come non era necessario  alcun nulla osta dell’assessorato regionale all’Ambiente, né è stato violato alcun vincolo di natura archeologica. Legittimo anche l’intervento di ristrutturazione, peraltro già definito, su un vecchio casale denominata ‘Casa Biondi’”.

Al via udienza preliminare per 12 imputati

La perizia certifica alcune irregolarità relative alle altezze degli edifici, ancora allo stato grezzo: in alcuni punti sarebbero superiori di 40 centimetri. I tecnici avrebbero giudicato, inoltre, fuori norma alcuni sbancamenti, a fronte di una prescrizione della Soprintendenza di “sbancamenti adeguati al piano di posa delle fondazioni”.

Dubbi sono stati sollevati, ancora, sulla posizione di un edificio, quello più vicino al mare. “Alla luce delle sovrapposizioni cartografiche effettuate dal collegio peritale, - chiarisce Restivo - lo stesso edificio, al momento dell’approvazione del piano di lottizzazione si trovava al di fuori della fascia di rispetto dei 150 metri dalla battigia. Mentre al momento della sua parziale realizzazione nel 2012, a causa del fenomeno dell’erosione della costa realmontina, si ritroverebbe dentro tale fascia di rispetto”.

“La posizione dell’edificio – conclude il legale - comunque violerebbe certamente la prescrizione della Soprintendenza di Agrigento di ampliare la fascia di rispetto a 170 meri ai fini di tutela geomorfologica. Questione di non poco conto dal momento che nei 150 metri dalla battigia vige il vincolo di inedificabilità assoluta”.

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