Movimentata e chiassosa riunione del Consiglio comunale a Raffadali, dedicata alla discussione sulle bollette Tarsu e Ici recapitate in questi giorni alla quasi totalità dei raffadalesi. Al Consiglio hanno assistito circa mille persone molte delle quali rimaste fuori dall'aula consiliare, lungo i corridoi e le scale, fin giù in strada.
La seduta, durata oltre tre ore, è stata più volte interrotta da interventi estemporanei, non consentiti, da parte del pubblico che ha manifestato l'insoddisfazione circa i provvedimenti adottati dalla A&G, la società che gestisce l'introito dei tributi. Alcuni degli intervenuti, anche esterni, in vista soprattutto delle imminenti elezioni amministrative, hanno provato a cavalcare l'onda oclocratica, chiedendo, solo verbalmente, di revocare tasse e sanzioni, col rischio tangibile, però, di porsi dalla parte dell'illegalità e principalmente dell'arbitrarietà. La dirigente comunale, la dottoressa Maida, infatti, ha più volte tentato di spiegare a tutti come l'applicazione delle sanzioni e

degli interessi sia ineluttabile e che entrambi, anzi, siano stati applicati al minimo.
L'infinità di errori contenuti nelle bollette, hanno fatto notare in tanti, suggerisce una rivisitazione generale dei documenti emessi, che vanno però analizzati caso per caso. Ciò richiederà molto tempo, certamente più dei 60 giorni, previsti dalla legge, entro i quali si dovranno pagare i tributi. Facile quindi prevedere una proroga di questa scadenza, dovuta a evidenti errori di calcolo, di doppia emissione o di mancata applicazione di sgravi. Alla fine il consiglio comunale ha approvato all'unanimità un documento, proposto dalla minoranza, piuttosto morbido e senza una vera presa di posizione, con il quale si demanda all'amministrazione e alla dirigente di trovare motivazioni per bloccare le bollette.
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Non è la prima volta nella storia che un popolo si ribella alle tasse. Ma tanto per citare un episodio analogo, ben più celebre, qualcuno a cui si chiedeva di eliminare le tasse rispose: "Date a Cesare quel che è di Cesare". E alla fine è questo che si sentiranno dire i raffadalesi, sia da questa sia dalla futura amministrazione.
U ZIPE:
zoro:
PEPPE:
Mimmo:
toto':
GIOVANNI:
Alfonso:
franco:
vice':
giuseppe:
giuseppe:
Giovanni:
impiegati di cui quasi più della metà imboscati non erano capaci a far due conti tarsu e mandare le stesse bollette a casa dei contribuenti anzichè fare un contratto stratosferico con la società e quindi includere nei pagamenti anche questo? Qual'è la prassi delle bollette già comprensive di mora al 100%? Come mai a&g non ha mandato magari un preavviso di mancato pagamento anzichè aspettare cinque anni ? E poi ragionando alla carlona come ha fatto sino ad ora l'amministrazione... chi è quell'amministrazione che a quattro mesi dalle elezioni mette su una bomba esplosiva di tale dimensione? Infine mi volete spiegare chi significa A&G? Io non ci vedo chiaro!Alfonso:
Alfonso:
Alfonso:
luca: