"Boccone del povero", il Comune è pronto a sfrattare le suore

Le religiose in realtà non occupano da tempo l'immobile, che è comunque concesso ancora gratuitamente

Boccone del povero

Immobile del Boccone del povero: il Comune pronto a "sfrattare" la congregazione delle "Suore serve dei poveri", che comunque ormai da tempo non erano più presenti dentro la struttura.

Il "caso Boccone del povero" passa all'avvocatura comunale

Il grandissimo palazzo che si trova nel cuore del centro storico, a poche decine di metri dal Comune, era finito al centro delle inchieste giornalistiche le quali, appunto, avevano rilevato come il Municipio avesse nel tempo seguito con scarsa attenzione l'evolversi dei rapporti formali con la congregazione e con un'associazione a cui queste si erano rivolte per lo svolgimento di progetti di natura sociale.

"Boccone del povero", chiesto l'allontanamento della congrega delle suore

Un contratto firmato nel lontano 2007 che consentiva un uso gratuito per 9 anni, scaduti i quali il "Comune - si legge in un atto formale - ha richiesto alla congregazione il pagamento degli ultimi cinque anni di occupazione senza titolo dell'immobile in questione".

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Richiesta che, dice l'ufficio legale, "il Comune ha reiterato più volte... anche attraverso un incontro con la stessa congregazione, rivelatosi però "infruttuoso". Per questo il Municipio, adesso, "intende chiedere all'autorità giudiziaria il rilascio dell'immobile senza titolo e il risarcimento dei danni sotto forme di pagamento della indennità di occupazione senza titolo". Per questo l'Ente si è già costituito in giudizio.

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