Bando Periferie, Firetto batte i pugni sul tavolo del Governo: "La città non può aspettare fino al 2020"

Il sindaco: "Gli agrigentini hanno mostrato di essere pronti a scommettere sulla rinascita del centro storico, sono sorti alcuni b&b, punti di ritrovo e di ristorazione, servizi turistici, attività culturali"

Una veduta del centro storico

“Agrigento non può attendere il 2020, peraltro senza neanche l’ombra di una previsione finanziaria che certifichi la riserva dei fondi. Con l’audacia necessaria a contrastare le resistenze di un gattopardesco immobilismo e di un’ingessata burocrazia, la città ha intrapreso la strada della concertazione. E’ in quest’ottica che ha partecipato al bando per capitale italiana della cultura 2020. Il bando Periferie è stato il cardine attorno a cui enti, istituzioni, associazioni, ordini professionali, università, imprenditori, giovani e volontari hanno ripensato intere aree abbandonate della città:  interventi di sicurezza sociale, di recupero urbanistico, architettonico, di interconnessione modale, mobilità dolce e servizi sharing: una visione condivisa e partecipata del recupero delle aree più abbandonate e degradate per complessivi 33 milioni di euro”. E’ con queste parole che il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, prova a farsi sentire dal presidente del Consiglio Giuseppe Conti dopo che il premier s’è impegnato ad avviare un percorso per giungere alla migliore soluzione e nei tempi più rapidi  così da offrire ai Comuni la possibilità di recuperare la realizzabilità dei progetti esecutivi e cantierabili, già ammessi al finanziamento previsto dal cosiddetto “Bando Periferie”.

Mozione al Senato riavvia le speranze per "Girgenti"

“Il Governo, nell’ambito del dibattito aperto nel Paese sul Def, ha ribadito la necessità di stimolare gli investimenti per favorire la crescita. Sbloccando i fondi che erano stati stanziati, può farlo da subito con i Comuni, poiché sono pronti ad avviare gli appalti e dare il via a tutte le iniziative private che sono connesse al ‘Bando Periferie’ – ha incalzato, ieri, Firetto - . Agrigento, negli ultimi 2 anni, ha superato distonie e discrasie come non era mai accaduto. Neanche in occasione della famigerata legge 70 del 1976 che per Agrigento che aveva destinato 25 miliardi di lire. Allora, l'amministrazione non fu in grado di produrre una sola idea progettuale e perse tutto. Con il “Bando Periferie l’esperienza della partecipazione sembra destinata ad allontanare per sempre le ombre del passato. Il centro storico, la nostra periferia, è pronta a risorgere – ha sottolineato Firetto - . Dalla frana, Girgenti, ovvero la parte alta della città antica, paga il costo di decenni di abbandono, di crolli, di ghettizzazione, di progressivo spopolamento e di chiusura di attività commerciali e di artigianato”.

Il Comune ha avviato l'iter per citare il Governo davanti al Tar 

Da qualche anno, la città ha mostrato di essere pronta a scommettere sulla rinascita del centro storico e sono sorti alcuni b&b, punti di ritrovo e di ristorazione, servizi turistici, attività culturali. “Il ‘Bando Periferie significa dare linfa a questo coraggioso avvio – dice il sindaco - . Per la città significa abbandonare ogni fatalismo, vincere la tendenza all’isolamento e alla perenne attesa. Significa soprattutto mostrare la voglia di tanti cittadini di investire sui giovani, sull’ospitalità turistica, sull’accoglienza. Prima ancora di essere un programma di investimenti per una Agrigento sostenibile e smart, è un’esperienza culturale e civica profonda, che non merita di essere vanificata”.

IL VIDEO. Il sindaco: "Si rispettino i patti e non si faccia confusione"

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