Crack da 50 milioni di euro nella distribuzione alimentare, slitta udienza preliminare bis

Un problema di salute del principale imputato non fa decollare il processo sulla bancarotta del gruppo Burgio

Un problema di salute del principale imputato, l’imprenditore Giuseppe Burgio, fa slittare l’udienza preliminare scaturita dall’inchiesta bis sulla più grossa bancarotta fraudolenta degli ultimi dieci anni nell’Agrigentino. Il gup Marco Salvatori, ieri mattina, non ha disposto alcuno stralcio, come ipotizzato in un primo momento, e si è limitato a disporre un rinvio al 13 dicembre.

Il pubblico ministero Alessandra Russo ha chiesto venti rinvii a giudizio nell'inchiesta bis sul crack delle imprese del gruppo, operante nella grande distribuzione alimentare, riconducibile all'imprenditore. Burgio, 55 anni, è stato già condannato a 8 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta con l'accusa, in particolare, di avere fatto sparire un patrimonio di circa 50 milioni di euro facendoli transitare da un'impresa all'altra.

In questa nuova indagine, oltre allo stesso Burgio, accusato di alcune violazioni tributarie, sono imputati diciannove professionisti fra componenti del collegio sindacale, liquidatori, consiglieri di amministrazione e funzionari di banca accusati di avere agevolato il dissesto con omissioni e, persino, con sottrazioni dei beni.

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