Migranti riabbracciano i propri figli "persi" durante il naufragio a Lampedusa

Dopo il naufragio, i soccorritori avevano diviso minori e adulti: i più grandi a Malta, i bambini a Lampedusa. Il dna ha fatto ritrovare i genitori, ma non per tutti: due bambini riabbracciano solo papà. L'inizio di una nuova vita a Sant'Angelo Muxaro

I bambini escono in braccio ai genitori dal Comune di Sant'Angelo Muxaro

C'era chi piangeva ed urlava dalla gioia. Ma c'è stato anche chi ha saputo in quel momento che la mamma non c'era più, perché non era sopravvissuta al naufragio. Attimi di immensa gioia che si univano al ricordo e al dolore di quei terribili momenti dove nessuno sapeva se avrebbe mai più rivisto il proprio figlio, il marito o il semplice amico. Adesso sei bambini siriani hanno ritrovato le proprie famiglie, con le quali potranno tornare a vivere nelle case messe a disposizione dagli abitanti di Sant'Angelo Muxaro.

AUDIO - L'incontro tra genitori e figli a Sant'Angelo M.

Si sono ritrovati oggi pomeriggio nel piccolo paese dell'Agrigentino, dove le autorità italiane hanno fatto incontrare genitori e figli. Sì, perché l'undici ottobre scorso, a otto giorni dal naufragio che a Lampedusa ha segnato la morte di oltre 350 persone, un altro barcone era affondato a circa 60 miglia dalla maggiore delle Pelagie, nei pressi di Malta. In quell'occasione i soccorritori avevano diviso minori e adulti: i più grandi sono stati portati sull'isola di Malta; i bambini, invece, sono stati trasportati in una casa per minori di Menfi. Da quel momento nessuno dei genitori aveva avuto più notizie dei propri figli.

Così, grazie al lavoro della Polizia di Stato, dei carabinieri e di tutte le organizzazioni che hanno lavorato al fianco delle autorità italiane, sono stati eseguiti i test del dna. Una volta individuati papà e (non per tutti, purtroppo) anche la mamma, i migranti - genitori e figli - sono stati portati a Sant'Angelo Muxaro, dove da stasera potranno tornare a dormire insieme, sotto lo stesso tetto. Quattro dei sei bambini, che erano stati finora ospitati nella struttura per minori a Menfi, hanno ritrovato entrambi i genitori. Gli altri due, invece, hanno potuto riabbracciare solo il papà. 

I GIORNALISTI RICONOBBERO QUEI BIMBI. A rendere ancor più semplice il collegamento familiare tra i bambini ospitati nell'Agrigentino e i migranti adulti portati a Malta sono stati i giornalisti de "La Repubblica" Francesco Viviano e Alessandra Ziniti: dopo aver visitato la struttura per minori a Menfi, infatti, i due giornalisti sono stati inviati a La Valletta (Malta) dove hanno incontrato dei profughi che chiedevano disperatamente notizie dei propri bimbi. I migranti hanno mostrato le foto a Viviano e Ziniti, che hanno subito riconosciuto i bambini incontrati pochi giorni prima a Menfi.

L'ATTESA. Ad arrivare per primi a Sant'Angelo Muxaro sono stati i sei piccoli bambini, tutti siriani. Sono scesi dal pulmino in braccio a poliziotti, assistenti sociali e mediatori culturali. Hanno atteso per oltre un'ora nell'aula consiliare del Comune, dove il sindaco Lorenzo Alfano, aiutato dai numerosi cittadini accorsi per l'evento, ha fatto trovare dolci, palloncini e giocattoli. Hanno trascorso l'attesa giocando e mangiando insieme ai mediatori, ai poliziotti e ai volontari delle tante organizzazioni che non li hanno lasciati per un solo istante. 

L'INCONTRO. Il tragitto dal pulmino all'aula consiliare lo hanno fatto tutto di corsa. I genitori sono arrivati al primo piano del Municipio con il fiatone. Poi l'ingresso in quella grande stanza e la frenetica ricerca del proprio bambino. Le urla di gioia, il pianto. Una mamma riabbraccia il proprio figlio che lo attendeva insieme ad una poliziotta; si lascia scivolare per terra in un pianto liberatorio e dice: "Grazie Italia!". Nella stanza accanto ci sono i due papà che dopo aver abbracciato i propri figli hanno detto loro che la mamma non c'era più. Momenti di immenso dolore che si uniscono alla gioia per essersi ritrovati; attimi che sembrano segnare l'inizio di una nuova vita che sembrava interrotta per sempre. Le lacrime spuntano agli occhi di tutti: volontari, giornalisti, carabinieri e poliziotti. Come l'ispettore di polizia Maria Volpe dell'Ufficio Minori della Questura di Agrigento, che si è occupata dei piccoli fin dal giorno del naufragio: i bambini, prima di andare via, hanno voluto salutare lei, che è stata al loro fianco in tutti questi giorni. Un ultimo sguardo, una carezza, e poi via. Da oggi proveranno a ricominciare la vita insieme a mamma e papà, che stava per essere interrotta per sempre. 

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