Gestione del servizio idrico, è scontro a tutto campo tra i sindaci

Al centro di tutto la concessione ad otto comuni della possibilità di continuare a gestire le risorse in modo diretto

Una recente riunione dell'Ati

Assemblea territoriale idrica, slata la riunione prevista per oggi e si allontana l'idea tanto accarezzata di un'unità d'intenti tra i sindaci della provincia.

Gli schieramenti delineatisi durante la riunione di fine settembre che portò all'individuazione della nuova forma di gestione, cioè la società consortile pubblica, si sono infatti se possibile ancora più allontanati tra loro, con i sindaci "consegnatari" da una parte e quelli che ambiscono a proseguire la forma di gestione diretta dell'acqua dall'altra.

Ati, i sindaci hanno deciso: sarà consortile pubblica

Al centro di tutto, appunto, un documento dell'Ati, già approvato in direttivo, che concede ad otto di questi la possibilità di avanzare richiesta per poter gestire in proprio la risorsa idrica garantendogli una "moratoria" di 18 mesi per portare a termine una serie di interventi che adeguino questi centri a quanto previsto dalla normativa. Un atto che molti sindaci consegnatari non hanno alcuna intenzione di votare. Così il rischio chiaro è quello del "muro contro muro", con i comuni non consegnatari pronti ad affossare il percorso di creazione della Consortile.

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Tutto quindi rinviato praticamente a data da destinarsi, quando cioé si riuscirà a trovare un accordo.

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