L'Ati risponde alla Regione, rischio commissariamento scongiurato?

L'assemblea ha notificato un atto a Palermo con il quale dovrebbe aver fornito tutti i chiarimenti richiesti

Rischio commissariamento dell’Ati di Agrigento, l’Assemblea ha risposto alla Regione rinviando o scongiurando, quantomeno, la possibilità dell’arrivo di un ispettore da parte dell’Assessorato regionale acque e rifiuti.

Scadeva infatti il prossimo 10 novembre il termine di trenta giorni imposto da Palermo per avere chiarezza su quanto si stesse facendo in termini di progettazione del futuro del servizio idrico. Lo scorso 10 ottobre, infatti, la Regione aveva scritto all’Ati con toni perentori. Essendo “condizione essenziale per affidamento dei trasferimenti che il servizio idrico integrato sia a regime e che sia stato affidato nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale o che sia a regime a partire dal primo gennaio 2021”, e che quindi che “tutti gli atti propedeutici all’affidamento, con particolare riguardo al piano d’ambito devono essere adottati entro e non oltre quella data”, la Regione chiedeva all’Ati di definire “ogni necessario e utile adempimento, nel rispetto della normativa vigente, per procedere alla redazione-aggiornamento del piano d’ambito, notiziando lo scrivente entro 30 giorni”.

Una risposta che è stata formalizzata già da alcuni giorni, precisando come siano state avviate le procedure di affidamento dell’incarico per la redazione del piano d’ambito che saranno concluse certamente entro la data fissata.

I problemi non sono comunque finiti. Nei giorni scorsi alla Regione e all’Assemblea territoriale ha infatti scritto il Comune di Licata, il quale contesta proprio la delibera dei giorni scorsi con la quale appunto i sindaci (ad eccezione tra gli altri della città dell’Aquila) hanno deciso di non decidere, trasferendo agli uffici l’onere di una scelta che teoricamente è demandata appunto all’Ati in quanto organo politico consultivo, contestando comunque tra le altre cose alcune criticità normative.

Tanti argomenti sul tavolo e al momento nessuna convocazione dell’assemblea all’orizzonte per discutere delle questioni e soprattutto superare le situazioni di conflitto “striscianti” (e nemmeno tanto) esistenti.

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