Ati idrico: entro il 30 di maggio si deciderà del futuro dei Comuni "ribelli"

Infuocata riunione dell'assemblea, ieri sera, che ha votato all'unanimità un atto di indirizzo agli uffici

Un momento della riunione

Ati: non c'è più tempo da perdere o, anzi, non c'è più voglia di perder tempo. Al termine di una seduta infuocata dell'Assemblea territoriale idrica i sindaci hanno infatti deliberato di impegnare gli uffici a definire entro il 30 maggio le richieste avanzate da 17 comuni dell'Ambito di continuare, o iniziare, a gestire in modo autonomo le reti e le risorse idriche. Una procedura questa abbastanza lunga e che è apparsa ancora alle sue fasi iniziali, facendo scoppiare la protesta tra i sindaci. 

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Così, su proposta del primo cittadino di Ribera Carmelo Pace si è appunto approvato un atto da rivolgere agli uffici perché definiscano la situazione entro il mese, consentendo così ai comuni di individuare il futuro dell'Ati, a partire dalla nuova forma di gestione che dovrà interessare la fase "post Girgenti Acque". 

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Quello che bisognerà capire è cosa accadrà in caso di rifiuto da parte dell'Ati della concessione dei diritti previsit dall'articolo 147 della legge sull'acqua pubblica. I sindaci, come dicono, accetteranno il verdetto, o si darà via ad una nuova stagione di tensioni e divisioni?

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