Ati idrico e piano d'ambito, si è dimesso il commissario ad acta

Ai Comuni della provincia è stata inviata la bozza dello statuto della futura società consortile speciale ed è stata indicata una non vincolante data per l'approvazione: il 31 marzo

(foto ARCHIVIO)

Si è dimesso il commissario ad acta, nominato dalla Regione, in sostituzione del Cda dell'Ati idrico Ag9 per la mancata approvazione del piano d'ambito.  “Durante l’assemblea del 28 febbraio scorso, ho detto ciò che ripeto da mesi e cioè che bisogna accelerare i tempi per la costituzione della società speciale consortile e il primo passo, già fatto, è stato quello di inviare ai consigli comunali lo statuto per l’approvazione definitiva” - ha spiegato Margherita La Rocca Ruvolo componente del consiglio direttivo dell’Ati - . “Secondo punto: sollecitare Sogesid spa per l’aggiornamento del Piano d’ambito atteso ormai da mesi. Terzo punto: capire se i Comuni che hanno chiesto il riconoscimento dei requisiti ex art. 147 del D.lgs 152/2006 per la gestione autonoma del servizio idrico integrato si sono messi in regola con gli adempimenti necessari in modo da concludere anche questa vicenda. Preciso inoltre – aggiunge - che questi Comuni sono 8 e non 17 come erroneamente riportato da diversi organi di informazione”. A proposito delle dimissioni del commissario ad acta La Rocca Ruvolo dichiara: “Prima di procedere alla nomina di questo commissario sarebbe stato opportuno, da parte della Regione, verificare che avesse i requisiti necessari e la disponibilità a volerlo fare”.

Statuto nuova società consortile

Ai Comuni della provincia è stata inviata la bozza dello statuto della futura società consortile speciale ed è stata indicata una non vincolante data per l'approvazione: il 31 marzo. Sarà però decisamente difficile che tale bozza possa venire messa a fuoco dai consigli comunali entro tale termine. C'è da risolvere, fra le altre cose, la questione della gestione in house dei 16 Comuni non consegnatari. 

Gestione in house 

I Comuni non consegnatari delle reti e impianti sono 16 su 43: Alessandria della Rocca, Aragona, Bivona, Burgio, Cammarata, Camastra, Cianciana, Joppolo Giancaxio, Menfi, Palma di Montechiaro, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Sant’Angelo Muxaro, Santa Margherita Belice, Santa Elisabetta e Santo Stefano di Quisquina. Di questi, l’Ati Ag 9 ha preso in esame solo 8 Comuni, Santo Stefano di Quisquina, Menfi, Bivona, Burgio, Cianciana, Santa Margherita Belice, Alessandria della Rocca e Cammarata. Questi ultimi sono ancora in valutazione da parte degli uffici dell’Ati Ag 9. In merito alla gestione in house del servizio idrico, la Konsumer ha ha presentato delle proprie memorie all'Ati Ag9, le quali dovranno essere valutate. "Le memorie (già inviate anche alla Regione Sicilia e al prefetto di Agrigento) si concludono - rendono noto dalla Konsumer - con la determinazione che il procedimento deve concludersi per improcedibilità. Pertanto i Comuni dovranno consegnare le reti e le sorgenti all'Ati per l'aggiornamento del piano d'ambito redatto. "Paradossalmente, secondo la nostra opinione, avrebbero potuto gestire il servizio eccezionalmente in house i Comuni facenti parte del Voltano: Agrigento, Favara, Porto Empedocle, Raffadali, Aragona, San Biagio Platani, Santa Elisabetta, Joppolo Giancaxio, Comitini e Sant'Angelo Muxaro". 

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