Assessore si dimette dopo 20 giorni, nuovo cortocircuito nella Giunta Messana

Il sindaco: "Calogero Giglia ha lasciato perché ha altro da seguire, ma restera' al fianco di questa amministrazione"

Calogero Giglia

Il cortocircuito è suggellato. Dopo appena 20 giorni dalla nomina e dall’insediamento, ieri, alle 13,37 circa, Calogero Giglia – “braccio destro”, fin dalla nascita dell’amministrazione, dell’attuale sindaco di Racalmuto, Emilio Messana, – ha protocollato le dimissioni da assessore. Ufficialmente, Giglia – che ieri non è stato possibile rintracciare al cellulare – “ha lasciato perché avrebbe altro da seguire”, ma dovrebbe restare, secondo quanto reso noto dal sindaco Emilio Messana, “al fianco di questa amministrazione” che chiuderà il cerchio la prossima primavera. 

Le dimissioni dell’ultim’ora – ad occhio dei racalmutesi non addentro alla politica e all’amministrazione comunale – sono apparse veramente come un cortocircuito. Sono state, del resto, formalizzate prima ancora che il sindaco assegnasse le deleghe. Perché in questi 20 giorni, non ci sarebbe stato tempo, né modo per fare ripartire – distribuendo gli incarichi – la “macchina”. Adesso, Emilio Messana non dovrà far altro che cercare e designare un altro assessore, l’ennesimo: forse il 21esimo da quando è stato eletto sindaco.

Appena venti giorni addietro, Messana, riuscito a scampare alla seconda mozione di sfiducia, dichiarava che “è prevalso il buon senso” e parlava di una “nuova fase”, augurando “a tutti di avere la forza, la fiducia e il coinvolgimento delle nuove generazioni”. La “nuova fase” – l’ultima rimasta a disposizione - è stata, oggettivamente, inaugurata male. Già allora gli uomini del suo stesso partito – il Pd – etichettavano quanto era accaduto, il 21 dicembre scorso, in aula “Marchese” come una “fine miserevole”. Vincenzo Maniglia del Pd parlava chiaramente di una “agonia che ormai si protrae da diversi anni”. 

E a proposito di partito Democratico, ieri sera, le dimissioni da assessore di Calogero Giglia, dirigente del partito politico, non risultavano essere state nemmeno comunicate a Peppe Zambito, segretario provinciale uscente del Pd. Se Messana, dunque, il giorno in cui scampò alla mozione di fiducia si diceva entusiasta perché il suo paese “continuava ad avere un consiglio comunale, un sindaco e una giunta”, ieri sera forse s’è dovuto ricredere, mentre in quella fu la maggioranza ed è adesso opposizione si tornava a parlare di “mancanza di dignità”.

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