Assembramenti in più punti della città: accorrono i vigili urbani

Tante persone, senza la necessaria distanza interpersonale, sono state segnalate a San Leone, Bibbirria e Fontanelle. Proseguono, secondo quanto disposto dal prefetto, i controlli

Assembramenti sono stati segnalati a San Leone, alla Bibbirria e a Fontanelle. Ad accorrere, cercando di far in modo che vengano veramente e concretamente rispettate le prescrizioni anti-Covid, sono state le pattuglie della polizia municipale di Agrigento. Gli agenti sono intervenuti anche all'ufficio Anagrafe di piazza Gallo dove, per il rilascio appunto di certificati, si sono registrati troppi gruppi di presenti, senza alcuna distanza interpersonale. I vigili urbani, da giorni e giorni ormai, stanno cercando di informare ed “educare” i cittadini, soprattutto i più giovani. Lo chiesto, del resto, appena all’inizio della settimana, durante un comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, il prefetto Maria Rita Cocciufa. Controlli anti-assembramento, nelle ultime ore, sono stati fatti, in maniera più o meno mirata, anche dai poliziotti della sezione Volanti della Questura, nonché da quelli di tutti i commissariati, e dai carabinieri. A preoccupare sono, appunto, i giovani e i luoghi che, fino a prima dell’emergenza sanitaria, erano abitualmente location di ritrovo e di divertimento.

“Che vada tutto bene dipende dai nostri comportamenti. Oggi nessun nuovo caso ad Agrigento. I dati regionali – ha detto il sindaco della città dei Templi: Lillo Firetto - continuano a scendere. I controlli proseguono, ma attenzione al rispetto delle regole. Quanto all'economia c'è un graduale riavvio . Coraggio!”.

Appare scontato che dopo questi giorni di “transizione”, tutte le forze dell’ordine passeranno alla repressione per casi di eventuali assembramenti. A dire il vero, tanto ad Agrigento: nella zona del Quadrivio Spinasanta tanto a Porto Empedocle, i militari dell’Arma hanno già proceduto a fare complessivamente 20 sanzioni. E questo perché, appunto, sono stati trovati assembramenti di giovani. Il messaggio – che da più “fronti” – è stato lanciato è uno soltanto: il rischio contagio non può dirsi, non ancora, archiviato. Ecco perché, appunto, c’è un continuo e sistematico richiamo a rispettare le prescrizioni che non sono più certamente quelli della “fase 1” e che, per questo motivo, sono meno rigide.

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Ci sono poi realtà, come quella di Licata, dove l'amministrazione ha deciso di istituire un vigile urbano di quartiere per garantire il distanziamento sociale. 

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