Dentista accusato di avere sottratto soldi all'Asp con visite in nero, chiesta assoluzione

Secondo il pubblico ministero Alessandra Russo non ci sono prove sufficienti per condannare Giovanni Moncada, 65 anni

Assoluzione perché il fatto non sussiste: secondo il pubblico ministero Alessandra Russo non ci sono sufficienti elementi per condannare il dentista Giovanni Moncada, 65 anni, di Aragona, finito a processo con l’accusa di peculato.

L’imputato, dopo la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura della Repubblica, aveva chiesto attraverso i suoi difensori, gli avvocati Floriana Salamone e Andrea Fares, di essere giudicato con il rito abbreviato. Non ci sarà, quindi, alcuna decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio ma si deciderà sulla base degli elementi già emersi nella fase delle indagini preliminari.

Ieri mattina il pm ha ribadito che “in assenza di un dibattimento, allo stato attuale, non ci sono gli elementi per condannare il professionista”. Moncada era accusato di avere fatto visite odontoiatriche in nero per non versare all’Azienda sanitaria provinciale la percentuale del dieci per cento della cosiddetta “intramenia allargata”. Il giudice dell’udienza preliminare Alessandra Vella, dopo le discussioni di pubblico ministero e difesa, ha rinviato l’udienza all’8 maggio per le eventuali repliche e la sentenza. L’importo di cui si sarebbe appropriato ammonta a 1.600 euro. 

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