Dalla Valle dei Templi a "piedi" fino ad una multinazionale americana, Antonio Russello: "Avevo sete di avventura"

La storia storia della settimana è di un agrigentino che è diventato “grande” lontano dalla sua città. Lui, oggi, è un Program Manager

Antonio Russello

Sei un imprenditore, uno studente, un pizzaiolo o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Se un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie. 

Da Agrigento a “piedi” fino ad una multinazionale americana. E’ la storia dell’agrigentino Antonio Russello. Via dal sole della Valle dei Templi, per provare una nuova avventura. Il bisogno di cambiamento, la voglia di provare a farcela e di andare lontano.

Antonio Russello è un agrigentino che è diventato “grande” lontano dalla sua città. Lui, oggi, lavora per una multinazionale americana dove ricopro il ruolo di Program Manager e Responsabile Tecnico dei Progetti.

Ciao Antonio, raccontaci la tua storia...

"Molto semplicemente, l’aspirazione a una piena realizzazione professionale che premiasse gli sforzi compiuti in tanti anni di fatiche sui libri e a una retribuzione proporzionata al livello di competenze raggiunto. Oltre alla ricerca di un’occupazione, alla base della mia scelta c’è stato anche il desiderio di vedere una nuova terra, una nuova cultura. Una specie di sete d’avventura, un il bisogno di un cambiamento, di dimostrare a me stesso di essere capace, all’occorrenza, di fare i bagagli e ambientarmi in un posto diverso".

Ti manca la tua città?

"Quando l’aereo è decollato ho avuto una sensazione di euforia e di benessere, la convinzione che avessi fatto la scelta giusta. E se è possibile che qualche dubbio affiori, non mancano le motivazioni per stringere i denti e superarlo. I ripensamenti ci sono, e non solo nel corso del viaggio. Alle prime difficoltà è normale che uno possa chiedersi 'Chi me l’ha fatto fare?' e in quei momenti è forte la tentazione di tornare sui propri passi. Poi però l’orgoglio prevale"

Qual è il tuo sogno più grande?

"Il sogno è motore, è forza, è bellezza. Dichiararlo significa vivere alla sua altezza. Il mio è quello collettivo: contribuire al cambiamento che voglio vedere nel mondo, un mondo in cui i suoi abitanti convivano in armonia, rispettando le differenze reciproche"

Hai un consiglio per i giovani agrigentini?

"Il vero problema oggi in Italia è che se sei un laureato di alto livello ti trovi o a fare un lavoro sottoqualificato, oppure hai offerte più allettanti che provengono dall’estero, perché nel nostro paese il grosso dei costi si concentra sui lavoratori più anziani. La scelta del percorso di studi all’università andrebbe fatta tenendo conto del contesto e del mercato in cui ci si trova. Questo è il momento migliore per aver appreso le conoscenze un minuto prima di iniziare a lavorare. Con le rivoluzioni della digitalizzazione e dell’automazione degli ultimi vent’anni, le competenze diventano obsolete nel giro di poco. Chi si è laureato più recentemente dovrebbe essere avvantaggiato in questo senso, ma se non si investe nella conoscenza incrementale, il vantaggio dei giovani non esiste".

In cosa miglioreresti la tua città?

"L’esercizio della responsabilità personale è la scorciatoia più efficace per migliorare la qualità della vita in un centro urbano.Ciò che davvero fa la differenza è non solo la competenza degli amministratori locali, ma anche la responsabilità dei cittadini. Lì dove i cittadini si sentono parte integrante del bene collettivo, lo curano e tutelano, i servizi sono migliori. Perché non gettare carta in strada, non imbrattare i muri di scritte, non disperdere la spazzatura a cielo aperto consente di creare un clima migliore per tutti i cittadini. Tanto più gli abitanti amano e curano i propri quartieri e città, tanto più i politici locali sono obbligati a farlo e l’amministrazione pubblica se ne giova, viene spinta a perfezionarsi".

(Per raccontare la tua storia, puoi scrivere a federica.barbadoro@gmail.com oppure a redazione@agrigentonotizie.it)

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