Anniversario della strage di via D'Amelio, Messana: "Non dovevamo avere bisogno di eroi"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

E sono venticinque anni anche per Paolo Borsellino. Non dovevamo aver bisogno di eroi, Loro lo sono diventati perché hanno applicato la legge. Il finimondo, stragi orrende e terribili, che misero a repentaglio tutti noi, perché la reazione della mafia significava impedire e negare che ogni siciliano potesse determinarsi ad adempiere i propri doveri e a perseguire i propri diritti. Il loro esempio, il loro magistero ci hanno rivelato che la rivoluzione culturale autentica, liberatoria, moderna, partiva dall'importanza e dalla necessità per ciascuno di noi di fare il proprio dovere. La mafia "è una montagna di merda" - urlava Peppino Impastato - perché ti ruba la libertà sempre, non solo quando spara e ammazza. È il diritto il custode delle libertà di tutti e dobbiamo praticarlo e difenderlo nelle nostre azioni quotidiane, come hanno fatto Falcone, Borsellino e i tanti servitori dello Stato trucidati. È una sfida di valori - libertà contro violenza, oscurantismo, sfruttamento - che ci rende internazionali, l'unica che può farci progredire e che può determinare il cambiamento.  Quando vandalizzano la statua di Giovanni Falcone o la stele per il giudice Rosario Livatino, è perché vogliono intimidire e colpire tutti i noi, perché i martiri non ci sono più, ma le loro idee camminano sulle nostre gambe.

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