Un noto comico meridionale diceva che al Sud il semaforo rosso non è un ordine, al massimo è un suggerimento. Allo stesso modo questo vale per una più generale tendenza da parte di noi siciliani a non percepire le regole come qualcosa di vincolante, ma al massimo, appunto, come un suggerimento. Il tutto abbondantemente condito da amministrazioni pubbliche che con difficoltà riescono a tenere il controllo del territorio.
Un esempio grottesco è quanto avviene da settimane nei pressi di quanto resta di Palazzo Lo Jacono Maraventano. Nonostante un'ordinanza da parte del Comune e di transenne in metallo che impedisce il traffico pedonale e veicolare in salita Itria, via Santa Maria dei Greci e via Caico, da tempo ormai i residenti e i cittadini in generale hanno deciso che no, quella transenna non s'ha da tenere. E via con il gioco delle parti, una sorta di "guardie e ladri", con i vandali impegnati a spostare le transenne e i vigili urbani che dovrebbero occuparsi di far ripristinare le barriere.
Ad oggi sono i primi ad aver vinto, al punto che dal Comando di Polizia locale è giunta la proposta di realizzare delle barriere in muratura che possano bloccare il fenomeno.

Però, come spesso succede nella terra di Pirandello, all'ordinario subentra il grottesco. Così due candidati per la poltrona di sindaco di Agrigento, non resistendo al richiamo artistico dell'area - l'arte è arte - hanno voluto girare parte dei loro clip elettorali proprio dinnanzi alle macerie di Palazzo Lo Jacono, nonostante la già citata ordinanza.
E se Giampiero Carta ha scelto di farsi riprendere mentre passeggia lungo salita Itria, Salvatore Pennica ha scelto una posa più ieratica, sedendosi ai piedi della "ground zero" del centro storico, con tanto di troupe attrezzata, come è possibile apprezzare nelle foto. Il tutto senza che nessuno si sia accorto di nulla e il tutto con, lo ribadiamo, un'ordinanza che proibisce il transito in quell'area.
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Oggi si registra anche la reazione del direttore del settimanale cattolico L'Amico del Popolo, Carmelo Petrone, che più volte in passato aveva denunciato l'assenza di controlli in quella zona: "Apprendo dai quotidiani che il Comune di Agrigento ha assegnato all’ingegnere Eugenio Agnello, l’incarico di collaudare le opere eseguite sul luogo del crollo e che gli accertamenti serviranno a stabilire le condizioni statiche degli edifici adiacenti all’ex palazzo Lo Jacono, solo allora, cito, 'si potrà autorizzare l’apertura delle strade ed il ritorno a casa degli sfollati'. Dinnanzi a queste parole resto letteralmente basito, perchè quelle strade sono, sulla carta chiuse, ma di fatto regolarmente 'aperte' al transito veicolare e pedonale. Il sindaco sui mezzi di informazione ha dichiarato: 'non ho firmato nessun provvedimento che ordinasse la rimozione delle transenne'. Di fatto, però, la Salita Itria e la via Santa Maria dei Greci, da quando sono state rimosse le macerie del Lo Jacono, sono regolarmente attraversate non solo da pedoni, ma, come documentato da foto e video, da motocicli e autovetture".





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