Agrigento, pioggia e allagamenti: una storia che si ripete senza fine

Ieri si è riproposta l'atavica situazione da "post alluvione tropicale" che i residenti e gli esercenti del Villaggio Mosè ben conoscono, loro malgrado. Il 13 marzo 2014 il sindaco Zambuto aveva dichiarato alla stampa che era stato "risolto il problema degli allagamenti al Villaggio Mosè: grazie ai nuovi lavori per la sistemazione delle strade che venivano inondate dall'acqua dopo ogni pioggia". Una storia senza fine?

La via Teatro Tenda completamente allagata

Le precipitazioni atmosferiche delle scorse ore non hanno risparmiato Agrigento: anzi, hanno proprio messo in luce le criticità e il rischio idrogeologico cui diverse porzioni di territorio sono sottoposte.

Diversi sono stati in questi anni gli appelli a chi di competenza (dalla Regione alla Protezione civile passando per il Comune di Agrigento che poco o nulla ha fatto per motivi che adesso non è nemmeno funzionale analizzare: il dato di fatto permane). Per fortuna, ancora una volta, nulla di irreparabile. Ma la speranza è che dei disagi, ormai vissuti e il cui ripetersi è annunciato da tempo, non diano corpo ai timori che possano trasformarsi in disastri.

E' di ieri l'ennesima notizia di fiumi in piena e cedimenti del costone alle spalle di via Giovanni XXIII: la copiosa massa d'acqua caduta ha praticamente "slavato" parte della collina, con l'estrema paura di chi abita in zona di nuovi crolli. In altre zone del capoluogo sono letteralmente "saltate" le fogne e si è registrata la commistione di acque nere e bianche, con le comprensibili ripercussioni che questo ha in fatto di salute pubblica e sull'ambiente.

E, sempre ieri, si è riproposta al Villaggio Mosè l'atavica situazione da "post alluvione tropicale" che i residenti e gli esercenti del quartiere ben conoscono, loro malgrado. L'acqua ha raggiunto e superato i 40 centimetri in alcune zone, facendo temere che il fango e i detriti trasportati penetrassero in alcune abitazioni con scarsa elevazione dal piano stradale. In altre zone si è quasi arrivati ai contatori elettrici.

In realtà appena due anni fa, nel marzo 2013, traendo spunto dal crollo del costone del Viale della Vittoria (palazzi Crea), l'allora assessore ai Lavori pubblici Gerlando Gibilaro aveva scritto alla Regione chiedendo oltre ai sopralluoghi anche "la progettazione e realizzazione di infrastrutture necessarie a tutela della pubblica e privata incolumità".

Mentre nel 2014, Gibilaro aveva nuovamente sottoposto la questione all'assessore al Territorio e Ambiente di allora, Mariella Lo Bello, a Calogero Foti e Maurizio Costa per la Protezione civile regionale e provinciale, ai tecnici comunali competenti, Attilio Sciara e Giuseppe Principato, al segretario comunale e allo stesso sindaco Marco Zambuto, chiedendo ancora la "predisposizione di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, ambientale ed igienico sanitario", chiedendo un sopralluogo congiunto con i tecnici degli uffici regionali.

Due appelli caduti nel vuoto, che non hanno mai avuto risposta né da parte della Regione né da tutti gli altri in indirizzo, specifica Gibilaro.

Ma andando a ritroso, già nell'ottobre 2012 il consigliere Gibilaro aveva evidenziato, dopo un'altra ondata di maltempo, "la pessima condizione della rete di raccolta per le acque piovane. Qualche giorno dopo, a novembre, anche dei tecnici agrigentini si occuparono di effettuare, ciascuno per le proprie competenze, dei sopralluoghi, ribadendo qualcosa di tristemente noto: l'edilizia abusiva che ha spesso modificato il regolare fluire dei corsi d'acqua, se non addirittura interrotto gli stessi che poi da qualche parte dovranno riversarsi, è una delle cause.

L'altra è che, seppure con regolare connessione edilizia, si è per decenni edificato in zone nelle quali non esistevano le opere di urbanizzazione primaria. La realizzazione di queste opere veniva affidata alla "buona volontà" dei privati che, comunque, non avrebbero mai potuto realizzare reti per il deflusso e lo smaltimento efficaci come un Ente che le pianifichi per un territorio farebbe, con la giusta visione d'insieme: quindi ci si trova di fronte a reti con diametri insufficienti, mancanza o carenza di opere per il convogliamento e lo smaltimento.

Il 13 marzo 2014 il sindaco Zambuto aveva dichiarato alla stampa che era stato "risolto il problema degli allagamenti al Villaggio Mosè: grazie ai nuovi lavori per la sistemazione delle strade che venivano inondate dall'acqua dopo ogni pioggia".

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